Avvio negativo per le Borse europee, all’indomani del dato record sull’inflazione statunitense, ai massimi da 41 anni. L’attesa è soprattutto sulla dimensione del rialzo del tasso di interesse che sarà deciso nel mese dalla Fed. Parigi cede lo 0,5%, Francoforte lo 0,3%, mentre la Borsa di Londra apre piatta. Tiene la Borsa di Tokyo, che sale dello 0,6% in chiusura.

In Europa Milano è maglia nera, con il Ftse Mib che in apertura perde l’1%: oltre al clima di incertezza e tensione generale, incide anche il timore di una crisi di governo: si attende il voto al Senato sul Dl aiuti, dopo che il M5S ha annunciato il voto contrario il che porterebbe alla crisi dell’esecutivo guidato da Mario Draghi.

Ne risente subito lo spread BTp/Bund, che in avvio si porta a 220 punti base.

A Piazza Affari ribalza Saipem, dopo i pesanti ribassi dei giorni scorsi, e apre a +12%. Sotto pressione le banche, in primis Banco Bpm e Unicredit (-3,6% per entrambi), Intesa Sanpaolo (-3,15%), Bper Banca (-2,6%). Salgono gli industriali e i titoli tecnologici: St Microelectronics segna +1,04%, Cnh +0,74%.

I cambi: euro/dollaro poco sopra la parità a 1,0019.

Per quello che riguarda il petrolio, il Brent è poco mosso a 99,53 dollari mentre il Wti perde lo 0,14% a 96,17 dollari. Dopo un primo prezzo in calo, il gas torna sui 180 euro al MWh, con i dubbi sulla riapertura di Nord Stream 1 che si fanno sempre più concreti dopo che la Russia ha detto di non poter garantire i tempi delle riparazioni.

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