A tre giorni dal voto, termina il lungo spoglio delle schede elettorali e con la conta delle preferenze si delinea il nuovo consiglio comunale di Genova, tra conferme, volti nuovi, qualche ritorno sulla scena e nomi illustri, tra cui quelli di quattro assessori, che restano fuori dai giochi.

Partendo dalla maggioranza, che si aggiudica complessivamente 24 seggi, la lista civica Vince Genova ne ottiene 9: vanno a Pietro Piciocchi (il più votato tra le liste a sostegno di Bucci, con 1.133 preferenze) e Matteo Campora, assessori uscenti, rispettivamente, al Bilancio e Lavori pubblici e all’Ambiente e Trasporti. Entrambi hanno fatto il pieno di voti. Entrano anche Paolo Gozzi (ex consigliere del Pd) e i renziani Mauro Avvenente e Davide Falteri. Ritorna in consiglio comunale Arianna Viscogliosi, ex assessore nella prima giunta Bucci, poi rimossa dall’incarico. Entrano anche Carmelo Cassibba, tassista, l’assessore uscente Lorenza Rosso ed Elena Manara della Camera di Commercio. Con le probabili conferme in giunta di Piciocchi e Campora, si aprono due possibilità per Angiolo Veroli e Tiziana Notarnicola. Non ce la fa invece Barbara Grosso, ex assessore alla Cultura.

4 seggi per Fratelli d’Italia: vanno a Sergio Gambino (già consigliere delegato alla Protezione Civile), primo fra gli eletti nel partito con 791 preferenze, Alessandra Bianchi, al suo primo ingresso a Tursi, e gli ex consiglieri Valeriano Vacalebre e Francesco De Benedictis. Laura Gaggero, ex assessore al Turismo, è la prima tra i non eletti.

Si aggiudica 4 posti in consiglio anche la Lista Liguria al Centro-Toti per Bucci: entrano Nicholas Gandolfo, dipendente di Filse, primo tra gli eletti, l’assessore uscente Francesco Maresca (Porto), l’assessore nel municipio Centro Est Federica Cavalleri e la consigliera uscente Marta Brusoni. Quinto in graduatoria, che quindi potrebbe entrare in sala rossa se uno dei quattro eletti rinunciasse od ottenesse un posto in giunta, è Daniele Pallavicini.

Agli esponenti della Lega vanno 3 seggi: confermata l’assessore uscente al Commercio e artigianato Paola Bordilli, così come la consigliera uscente Francesca Corso, e Alessio Bevilacqua, consigliere municipale in Valpolcevera, di appena tre voti davanti a Federico Bertorello. Restano molto indietro nella classifica delle preferenze gli ex assessori Giorgio Viale (Sicurezza) e Stefano Garassino (Sviluppo economico).

2 seggi per Genova Domani: sono di Lorenzo Pasi (Azione) e Federico Barbieri (ex tesoriere di +Europa). Un solo seggio per Forza Italia, conquistato ancora dall’avvocato Mario Mascia, e uno anche per il dentista Daniele Pin, che entra in consiglio per l’Udc con appena 88 preferenze. Dopo un riconteggio dei voti le carte in tavola sono cambiate: Forza Italia avrà due seggi.

Per quello che riguarda invece l’opposizione (16 seggi in totale) il Pd conquista 9 seggi: stra-confermata Cristina Lodi, la candidata più votata in assoluto con ben 2.467 preferenze, seguita da Simone D’Angelo (2.159 voti), segretario provinciale del Pd, e Rita Bruzzone. Conferme per gli ex consiglieri Claudio Villa e Alberto Pandolfo, entrano anche Davide Patrone, segretario dei Giovani democratici, Monica Russo, in questi ultimi cinque anni nel municipio Centro Ovest, Donatella Alfonso, giornalista in pensione, e l’insegnante Si Mohamed Kaabour. Fuori dai giochi l’ex assessore ed ex candidato sindaco nella precedente tornata elettorale, Gianni Crivello.

A Genova Civica vanno 2 seggi: confermata la farmacista Mariajosé Bruccoleri, che ha lasciato Italia Viva, mentre un nuovo volto in sala rossa è quello di Stefano Pietro Amore, dipendente di Ansaldo. 2 seggi anche per Europa Verde-Sansa-Linea Condivisa: i più votati sono Filippo Bruzzone, già consigliere di municipio a Ponente, e della leader di Fridays for future Francesca Ghio.

Il Movimento 5 Stelle sarà rappresentato unicamente dal già capogruppo Luca Pirondini.

Entrano in consiglio anche due dei sei candidati sindaco usciti sconfitti: Ariel Dello Strologo e Mattia Crucioli. Niente da fare invece per Antonella Marras, Cinzia Ronzitti, Giacomo Martino Manzano Oliveri e Carlo Carpi.

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