Dopo l’acqua nel cosmo, protagonista dello scorso anno, è il cibo per i viaggi extraterrestri il tema scientifico principale della sesta edizione del Festival dello Spazio di Busalla ospitato a Villa Borzino dal 30 giugno al 3 luglio, rassegna ideata dall’astronauta Franco Malerba e rimasta sempre fedele alla sua vocazione scientifico-divulgativa per raccontare l’avventura nel cosmo nei tre momenti chiave dell’esplorazione, della conoscenza e dell’utilizzo a fini di innovazione tecnologica e di sviluppo economico.

«Nato per celebrare il volo spaziale del primo astronauta italiano e nostro concittadino, Franco Malerba, il Festival dello Spazio ha saputo crescere, di anno in anno, grazie a relatori di eccellenza e ospiti di fama internazionale, riuscendo a fare di una semplice cittadina dell’entroterra genovese una sorta di piccola, grande capitale italiana dello Spazio, e di questo siamo orgogliosi», commenta Fabrizio Fazzari, assessore a Turismo e Cultura del Comune di Busalla e co-ideatore della manifestazione.

«Il tema scientifico che abbiamo scelto quest’anno può sembrare insolito ma, in realtà, rappresenta una sfida essenziale per la sostenibilità dell’esplorazione spaziale con astronauti; ancora una volta la scienza e la tecnologia sono chiamate a trovare soluzioni – riflette Malerba – se crediamo alla fattibilità degli insediamenti umani su altri corpi celesti, come la Luna e più in là Marte».

«La capacità di garantire un adeguato nutrimento agli astronauti sarà imprescindibile per la loro sopravvivenza, la loro salute e il loro benessere psico-fisico – prosegue Malerba – Lontano dalla Terra diventa necessario coltivare piante, riciclare ogni rifiuto in concime, ricostituire lo scambio di risorse, di ossigeno e di CO2 tra mondo vegetale e mondo animale. Realizzare, dunque, un’economia circolare spinta al massimo grado, non potendo più contare su rifornimenti diretti dalla Terra».

Al cibo nello Spazio è dedicata, in particolare, la giornata di sabato 2 luglio. Quali semi sarà conveniente portare dal nostro pianeta? E come riusciremo a coltivarli sulla Luna o su Marte? L’agronomia e l’agricoltura sono destinate a diventare nuove frontiere della ricerca spaziale. Gli esperti che interverranno al Festival, provenienti dal mondo dell’università, della ricerca e dell’industria, parleranno degli scenari di riferimento per l’esplorazione lunare prossima, degli stress derivanti dalla permanenza in ambienti chiusi e isolati, dei probabili deterioramenti del sistema cardiovascolare e osseo derivanti dalla ridotta gravità e delle piante medicinali più produttive e più ricche di elementi nutraceutici utili a combatterli. In buona sostanza, ci parleranno dell’alimentazione e della farmacopea spaziale.

Torna alla mente il film The Martian che, a questi problemi di sopravvivenza, almeno in apparenza aveva saputo trovare una soluzione. In realtà sono molte le incongruenze nel film diretto da Ridley Scott destinate ad essere smascherate da Luca Perri nella sua conferenza-spettacolo Nollywood, mai andare al cinema con un fisico che, alle 16,30 di sabato, concluderà il programma della giornata con una divertente carrellata delle tante topiche presenti anche nei film di fantascienza più celebrati.

Sempre in tema di futura colonizzazione spaziale, particolarmente interessanti sono i “protorobot” dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) che verranno esposti a Villa Borzino nei giorni del Festival. Si tratta di automi capaci di sfruttare la bio-ispirazione: di adottare, cioè, architetture di sistema che realizzano al meglio l’adattamento naturale all’ambiente risultando, quindi, dotati di grande flessibilità e potenzialmente molto utili nel supportare gli astronauti ad assolvere i compiti delicati previsti dalle missioni spaziali.

Venerdì 1 luglio, subito dopo l’inaugurazione ufficiale del Festival alla presenza delle principali autorità locali e regionali, sarà la volta della strategica sessione dedicata alla Space Economy, quest’anno di altissimo livello: siederanno allo stesso tavolo i principali promotori delle attività spaziali (Esa, Euspa, Asi) e i responsabili delle maggiori industrie italiane del settore. Interverranno, tra gli altri, Massimo Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia; Cristina Leone, presidente del Cluster nazionale Aerospazio e senior vice president projects, grants and agencies di Leonardo; Fiammetta Diani, direttrice del marketing dei sistemi Galileo e Copernicus; e Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, istituto che è l’epicentro scientifico e tecnologico della capitale italiana dell’aerospazio. Seguiranno tre pannelli di manager industriali che vedranno grandi aziende, pmi e start-up raccontare il loro impegno di innovatori e le loro prospettive; ci saranno anche i partner di due investitori privati, Primo Space Fund e TLI Space Ventures/Maxq Space Business, nonché il rappresentante dell’Incubatore di startup spaziali recentemente aperto dall’Esa a Torino.

Il tema della Space Economy è oggi di cruciale importanza, perché il connubio di tecnologie digitali e infrastrutture satellitari rende possibile lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi in settori fondamentali come l’energia, le telecomunicazioni, i trasporti, l’aviazione e l’urbanistica, con ricadute positive sia in termini economici che sociali. Un’opportunità di crescita particolarmente importante per l’Italia, dove l’impegno finanziario pubblico nel settore aerospazio si alimenta anche delle risorse del Pnrr.

Tornando al tema del cibo spaziale, il Festival di quest’anno offre anche una sessione dedicata all’olio Evo (extravergine d’oliva) italiano, dal momento che, tra le sperimentazioni previste nella missione scientifica “Minerva” che Samantha Cristoforetti sta conducendo a bordo della Stazione spaziale internazionale, c’è anche il progetto Evoo in space, una valutazione della stabilità chimica e della gradevolezza al palato nelle condizioni spaziali di alcune varietà di olio Evo italiano, un condimento che parrebbe particolarmente indicato nella dieta degli astronauti. Allo scopo, una stanza di Villa Borzino sarà dedicata alle degustazioni degli oli destinati a viaggiare nello spazio e a una masterclass curata dall’Unaprol, Consorzio olivicolo italiano.

A fare da anteprima al Festival anche quest’anno sarà, giovedì 30 giugno, Spacebook, la prima iniziativa in Italia dedicata all’editoria aerospaziale: un laboratorio di idee curato da Massimo Morasso e pensato affinché gli addetti ai lavori possano raccontarsi “fuori dalle righe”. Tra i partecipanti si segnalano lo stesso Franco Malerba, cui competerà la lettura del suo Manifesto del navigatore dello Spazio, il già citato Luca Perri ed Elvina Finzi, autrice del libro Oltre le stelle più lontane e figlia della grande Amalia Ercoli-Finzi, tra le più eminenti personalità al mondo nel campo aerospaziale e molto nota ed amata dai fan del Festival.

Molto particolare la performance Poesia e scienza: un matrimonio impossibile? che chiuderà la sessione Spacebook, a cura di Bruno Galluccio, fisico e tecnologo per formazione, e poeta per vocazione. Nato a Napoli, dove si è laureato in fisica, Galluccio si è occupato di telecomunicazioni e di sistemi spaziali satellitari in progetti di cooperazione europea, ma ha poi seguito un’altra sua vocazione, quella di poeta.  Grande è dunque la curiosità di scoprire l’originale lettura poetica che Galluccio offrirà dell’avventura spaziale, essendo il Festival aperto a tutte le dimensioni culturali della grande avventura dell’esplorazione dello Spazio che caratterizza, in modo speciale, il nostro tempo.

Alla dimensione interculturale dello Spazio è dedicato anche il concorso a premi per giovani ricercatori che il Festival ha messo a bando anche quest’anno. Il tema era Itinerari Spaziali, aspetti scientifici, psicologici e culturali delle missioni umane nello Spazio extraterrestre. La mattina di domenica 3 luglio, alle 11, avrà luogo la presentazione dei tre elaborati finalisti e la proclamazione del vincitore della seconda edizione del Premio “Festival dello Spazio”, promosso dall’Associazione Festival dello Spazio in collaborazione con la Scuola internazionale superiore per la ricerca interdisciplinare (Sisri), con il patrocinio dell’Agenzia spaziale italiana e dell’Università di Genova e la sponsorizzazione di ArianeGroup che riconoscerà un contributo ai tre finalisti e un premio di mille euro al vincitore. Della giuria fanno parte Marco Aime, professore di Filosofia all’Università di Genova; Giancarlo Genta, docente di meccanica aerospaziale al Politecnico di Torino; e Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e professore di teologia alla Pontificia università della Santa Croce che, a seguire la cerimonia di premiazione, terrà una conferenza sulle dimensioni umanistiche della ricerca scientifica.

Il pomeriggio del 3 luglio si aprirà con Franco Fenoglio, di Thales Alenia Space, a presentare il programma Artemis con cui la Nasa intende portare sulla Luna, entro il 2025, “la prima donna e il prossimo uomo”. Il programma proseguirà con una rievocazione, trent’anni dopo, della missione Tethered che nel 1992 vide debuttare l’Agenzia spaziale italiana nell’astronautica con il volo di Franco Malerba nello Spazio, primo italiano. Per l’occasione, verranno consegnati al Museo dello Spazio di Villa Borzino la bandiera dell’Unione europea portata da Malerba a bordo dello Shuttle Atlantis e il computer Pc-Grid da lui utilizzato durante il programma di addestramento propedeutico alla sua missione.

Completano il programma la mostra fotografica La Terra vista dallo Spazio – immagini di luoghi del nostro pianeta, noti o sconosciuti, per riflettere sui fenomeni naturali più singolari o sulle attività antropiche a maggiore impatto ambientale – e l’installazione di un grande tavolo “lunare” utilizzato come ambientazione della nuova linea di giocattoli spaziali Lego® – il Rover lunare, la Stazione spaziale lunare Lego city, la Base di ricerca lunare e il Centro spaziale – al cui lancio Malerba ha prestato la sua immagine in un simpatico videoclip girato nel centro spaziale Altec a Torino.

Da segnalare, infine, che a ogni pausa pranzo da venerdì a domenica, saranno offerti dei gustosi aperilunch con la farinata del Forno Guggiari, le delizie della Gastronomia Barattino e i gelati della Gelateria Pasticceria Vicario. Tutti i relatori riceveranno la targa del Festival dello Spazio in ardesia lavorata di Cicagna, una bottiglia di Vino Cortese Gavi Docg gentilmente offerta dal Consorzio tutela del Gavi, e una boccetta del famoso Sciroppo di rosa antica della Valle Scrivia, altrettanto gentilmente offerta dalla storica azienda produttrice Camporotondo.

Alessandro Piana, vicepresidente della Regione Liguria con delega all’agricoltura e al marketing territoriale: «Il Festival dello Spazio è sempre più multidisciplinare e ricorda la centralità dell’agroalimentare italiano, le eccellenze e i prodotti simbolo del territorio. Tra i temi conduttori di questa edizione si trova proprio la sfida alimentare alla quale è dedicata, in particolare, la giornata del 2 luglio. Ringrazio pertanto le istituzioni, gli organizzatori del Festival e i tanti esperti chiamati a dare il loro contributo in chiave non solo scientifica, ma anche divulgativa. L’inserimento degli interventi della Coldiretti e di momenti di degustazione, oltre alla masterclass sull’Olio Evo a cura di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano, continua a sottolineare il valore dell’oro verde, richiamando tradizioni spesso plurisecolari e dimostrando le ricche proprietà dietetiche e nutrizionali di questo elemento cardine della dieta mediterranea».

Ilaria Cavo, assessore alla cultura, allo spettacolo e alla formazione della Regione Liguria: «Quando si parla di Spazio in Liguria non si può più prescindere da questo Festival che è giunto alla sesta edizione e che si consolida su quattro giornate a testimonianza del crescente volume di contenuti inseriti. La storia e il futuro dell’esplorazione del cosmo si toccano con mano grazie a rassegne, mostre, conferenze, performance e anche un concorso a premi che si rivolge a giovani studiosi e appassionati. Anima della rassegna è ancora lui, l’ingegner Franco Malerba, il primo astronauta italiano nello spazio, che accanto alla sua presenza impreziosirà il Festival con due doni, come la bandiera UE che si portò nello Spazio e il Pc che usò per l’addestramento spaziale. Renderanno questa edizione ancora più speciale, in un contesto come quello di Villa Borzino che si candida a diventare il vero e unico punto di riferimento per gli appassionati del settore. Suggestioni, formazione, scienza e cultura: a Busalla lo Spazio chiede spazio e lo trova».

Tutti gli eventi del Festival dello Spazio sono a ingresso libero: per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e sul programma completo è possibile consultare il sito www.festivaldellospazio.com e la pagina Facebook @FestivaldelloSpazioBusalla.

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