Si celebra domani, 21 giugno, la Giornata nazionale delle leucemie, linfomi e mielomi e in generale di tutte le patologie ematologiche maligne. Queste patologie, pur non essendo frequentissime con circa 700 nuove diagnosi di emopatie ematologiche diagnosticate in Liguria ogni anno, rappresentano una grande sfida per i medici e soprattutto per i pazienti e le loro famiglie. Si tratta di patologie neoplastiche acute, si sviluppano in poco tempo che spesso lascia completamente sorpreso il paziente e la famiglia: “Ma come, fino a ieri stava bene”. Queste malattie colpiscono tutte le età, anche soggetti giovani, se non adolescenti e pediatrici, con un naturale conseguente forte impatto emotivo per chi ne soffre e per chi sta accanto ai malati:

«Sono vicino a tutte le persone che stanno combattendo queste malattie – afferma il presidente e assessore alla Sanità della Regione, Giovanni Toti – Il trattamento e la cura di queste patologie richiedono un ambiente multidisciplinare di alta specializzazione, con un insieme di competenze anche al di fuori della disciplina specifica, di una complessa organizzazione su tutto il territorio affinché l’affluenza al centro di riferimento sul territorio possa essere appropriata e soprattutto tempestiva; sono molto orgoglioso che la Liguria possa offrire tutto questo ai nostri pazienti, grazie a tutti i professionisti impegnati ogni giorno nella nostra regione, non solo nei reparti di ematologia».

Le leucemie, i linfomi e i mielomi coinvolgono il sangue: impediscono la normale maturazione delle cellule del sangue causando immunodeficienza e carenza di piastrine con rischio di emorragie e necessità di trasfusioni: «Sono malattie del sangue quindi per definizione sono diffuse. I concetti che ci sono familiari di malattia confinata e di stadio limitato spesso non sono applicabili così e come spesso non è applicabile il concetto di diagnosi precoce – sottolinea Emanuele Angelucci, direttore ematologia e malattie cellulari dell’Ospedale Policlinico San Martino – che ricorda come tali patologie coinvolgano l’organismo in maniera completa e purtroppo spesso devastante generando una fragilità del soggetto diversa dalle altre situazioni oncologiche».

Ci sono però buone notizie: pur essendo aggressive, se affrontate in modo corretto, possono guarire anche se avanzate: «Oggi abbiamo molte armi nel nostro arsenale: le malattie ematologiche – continua Angelucci – possono usufruire del trapianto di cellule staminali, sono state le prime ad aprire la strada alle cosiddette “terapie intelligenti” mirate e personalizzate. Infine, oggi abbiamo anche la terapia genica che possiamo utilizzare nei pazienti eleggibili con cellule CAR-T e non solo. Tutte queste innovazioni, hanno cambiato in maniera radicale le prognosi, le possibilità di guarigione e la qualità di vita dei nostri pazienti. Pur non potendo assicurare il successo a tutti, oggi con le innovazioni tecnologiche disponibili possiamo guarire oltre il 50% dei nostri pazienti, offrire a tutti una possibilità o almeno una adeguata qualità di vita».

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