Operatore polivalente terminal portuale, addetto ufficio merci, tecnico di spedizione, tecnico ferroviario polifunzionale, logistic manager: sono queste alcune delle figure professionali formate dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica.

Negli ultimi 12 mesi sono stati coinvolti in percorsi di formazione programmati o realizzati da Scuola Nazionale Trasporti e Logistica circa 250 persone in cerca di lavoro, per un totale di formazione superiore a 12.000 ore. Dati significativi, se rapportati alle attuali difficoltà di “recruiting” riscontrate dalle imprese e alle difficoltà perduranti legati alla situazione di emergenza sanitaria. Tutti i percorsi sono progettati e realizzati in stretta collaborazione con le imprese presso le quali vengono svolti, accanto alla didattica teorica, gli stage e le esperienze in contesto di lavoro. Si tratta di un modello virtuoso di coinvolgimento delle imprese in tutte le fasi dei percorsi formativi, talvolta accompagnato da specifici impegni all’assunzione dei partecipanti al termine della formazione. Nell’ambito delle ultime esperienze formative, gli esiti sono stati prossimi al 100%.

Come evidenziato da Pier Gino Scardigli, presidente Scuola Nazionale Trasporti e Logistica: «Dalla sua fondazione, la scuola ha garantito, iniziando dai logistic manager, la formazione delle professionalità necessarie alle imprese seguendo l’evoluzione del mondo portuale e logistico. La piena occupabilità dei nostri abilitati è un punto di eccellenza che qualifica la Scuola, il mondo delle imprese e quello del lavoro. E su questa linea la Scuola è pronta alle nuove sfide che impongono di preparare, a grande richiesta, altre nuove figure specializzate e di concorrere, in nuovi settori come l’autotrasporto, a scongiurare carenze di personale. La piena sintonia con l’Adsp ci consente di affinare un modello di qualità nel rapporto formazione-lavoro e nella formazione continua».

Federica Catani, direttore della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, ha sottolineato che «il sistema della formazione si sta facendo carico dello squilibrio esistente tra domanda e offerta di lavoro, aspetto fondamentale in un settore strategico quale quello della logistica e della portualità. In partnership con l’Adsp abbiamo sviluppato un importante lavoro e una continua progettualità nel Porto della Spezia e di Marina di Carrara, Si tratta di formazione direttamente funzionale ai piani di assunzione aziendali e nella quale Imprese si coinvolgono attivamente ed a vario livello: dalla disponibilità di propri docenti e istruttori, all’accoglienza degli allievi per periodi di stage o di formazione in contesto di lavoro, a veri e propri impegni assunzionali».

Il presidente dell’Adsp Mario Sommariva aggiunge: «La formazione dei lavoratori portuali è uno dei punti cardine da sviluppare per rendere efficiente l’attività degli operatori del terminal. L’Adsp e Snt hanno il progetto comune di contribuire alla formazione professionale delle persone, sia sensibilizzando sulla sicurezza sul lavoro, sia parlando di competitività e sviluppando le strategie di sviluppo migliori. La metodologia utilizzata nella scuola dal punto di vista formativo prevede un forte raccordo fra parte operativa e parte gestionale in linea con le iniziative di sostegno del mercato del lavoro che sono contenute nel piano dell’organico del porto, che vede la formazione come una delle leve da attivare per sostenere l’occupazione e la sua trasformazione. È importante avere una componente umana di qualità che sia pronta ad accettare le sfide del cambiamento e che sappia integrarsi con le innovazioni tecnologiche che inevitabilmente verranno apportate nel terminal. Quindi si ricercheranno manutentori tecnologici e figure di piazzale. I cambiamenti non sono mai neutrali».

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