Lavoratori di Acciaierie d’Italia in sciopero e corteo stamattina a Genova dallo stabilimento di Cornigliano al centro città. Lo riporta l’agenzia Dire.

Circa duecento i manifestanti dietro alla striscione “Non si può morire di lavoro“.

La protesta è stata decisa dopo che l’azienda ha sospeso un lavoratore accusato di aver provocato l’incidente del 12 aprile scorso con una manovra imprudente che avrebbe fatto cadere una bobina durante il sollevamento con un paranco.

I sindacati temono si tratti di un preavviso di licenziamento e chiedono il ritiro immediato della contestazione disciplinare, sostenendo che l’incidente, solo uno di una lunga serie nelle ultime settimane, sia dovuto alla totale mancanza di manutenzione e sicurezza da parte dell’azienda.

«Siamo pronti ad andare avanti a oltranza − avverte Armando Palombo, coordinatore della Rsu in quota Fiom − quel macchinario aveva problemi da tempo, lo avevamo già segnalato al prefetto e l’azienda si era già impegnata a sostituirlo, come dimostra un verbale di una riunione sulla sicurezza dello scorso dicembre».

Il corteo è partito dai cancelli della fabbrica intorno alle 9.30 ed è diretto in prefettura. Qui alle 16 il prefetto, Renato Franceschelli, aveva già convocato in precedenza il tavolo sulla sicurezza in fabbrica, dopo gli incidenti e le proteste delle scorse settimane. Non è escluso che una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali venga ricevuta anche in tarda mattinata, per dare seguito alla richiesta di reintegro immediato del lavoratore sospeso.

Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria, spiega: «È inaccettabile che le inefficienze e le mancanze dell’azienda vengano fatte ricadere sui lavoratori. La responsabilità aziendale sulla mancanza di sicurezza, di investimenti e di organizzazione del lavoro è totale, per questo andiamo dal prefetto e con forza chiediamo che sia ritirato il provvedimento verso il lavoratore che come tutti i suoi colleghi lavora in condizioni precarie e con strumenti spesso non idonei e di emergenza, dove gli eventi di forte rischio sono all’ordine del giorno ed è stata sfiorata la tragedia nelle due giornate di aprile. La sicurezza sul lavoro non si baratta. Ci auspichiamo che il prefetto che è molto sensibile a tutta questa situazione, ci aiuti a far capire all’azienda e al governo finora assente pur essendo azionista di Acciaierie d’Italia, che non è possibile continuare in queste condizioni e che le relazioni sindacali devono cambiare nettamente, partendo dal ritiro del provvedimento al lavoratore e iniziando un percorso di interventi manutentivi e di investimenti strutturali per dare dignità e futuro ai lavoratori e alla siderurgia».

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