Il Museo dello Spazio di Busalla entra nel club dei musei spaziali riconosciuti dall’Agenzia Spaziale Italiana. Importante riconoscimento per il polo espositivo di Villa Borzino inaugurato in occasione del Festival dello Spazio 2021 che, quest’anno, torna dal 30 giugno al 3 luglio per la sua sesta edizione.

Importante riconoscimento per l’Associazione Festival dello Spazio di Busalla, accolta dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) nel club delle organizzazioni nazionali che gestiscono iniziative divulgative e museali a tema spaziale. L’intesa tra Asi e l’Associazione avrà durata triennale e ha come obiettivo lo sviluppo di una strategia di comunicazione congiunta di medio-lungo termine al fine, esplicitato nell’accordo, di “promuovere e inserire le attività spaziali in un contesto più ampio, articolato e multidisciplinare, e rendere la scienza e le tecnologie accessibili al grande pubblico”.

Nel dettaglio, l’Agenzia Spaziale Italiana metterà a disposizione del Festival dello Spazio il proprio archivio di immagini e filmati, nonché la disponibilità di divulgatori scientifici e comunicatori, che contribuiranno alla creazione di materiali multidisciplinari utili a raccontare la scienza, la tecnologia e lo spazio insieme alle varie forme di arte e conoscenza, e il Museo dello Spazio di Villa Borzino ospiterà dei percorsi visivi e divulgativi dedicati, ogni anno, ad uno specifico tema individuato congiuntamente dall’Associazione e dall’Asi.

La fiducia dell’Asi per le iniziative dell’Associazione Festival dello Spazio si è sviluppata nell’arco degli anni, fin dalla prima edizione del Festival nel 2017. Il primo sostanziale nucleo museale si è concretizzato nel 2019, cinquantesimo anniversario del primo allunaggio, con la donazione da parte dell’Università di Genova al Comune di Busalla delle apparecchiature scientifiche usate da un team di scienziati genovesi durante la missione Tethered che, nel 1992, portò nello spazio Franco Malerba, primo astronauta italiano e busallese doc.

Il museo ha ospitato mostre itineranti dell’associazione Euresis sulle origini dell’Universo e sugli esopianeti e ha sviluppato “in casa” le mostre sullo sbarco sulla Luna e sulla Missione Tethered.  Infine, l’anno scorso, ha inaugurato – nella giornata conclusiva del Festival dello Spazio – la sala operativa remota del telescopio dell’Antola e la stazione di monitoraggio dei meteoriti, che ormai fa parte della rete Prisma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

La sesta edizione del Festival dello Spazio, di cui Malerba ama definirsi “architetto”, si terrà dal 30 giugno al 3 luglio, naturalmente a Villa Borzino, confermando una formula, ormai collaudata, che prevede mostre, incontri e dibattiti per i più diversi tipi di pubblico, da quello più informato ai semplici appassionati, e dedicando sempre ampio spazio ai temi della Space Economy.

«Sono grato all’Asi per questo riconoscimento – commenta l’ex astronauta genovese Franco Malerba – che ci ripaga di molto lavoro benevolo, ci incoraggia a perseverare e conforta i nostri sponsor della qualità delle iniziative di “cultura scientifica” che essi ci hanno consentito di realizzare. Mi piace ricordare che, tra le attrazioni spaziali di Villa Borzino, c’è nel magnifico parco un angolo dedicato agli alberi che gli astronauti venutici a raccontare le loro imprese hanno piantato; questo “rito dell’albero” è stato inaugurato da Paolo Nespoli nel 2019 e altri ne seguiranno».

«Il nostro Festival dello Spazio è un grande mezzo per veicolare il nome di Busalla e affermarla come sede di attività culturali – aggiunge Fabrizio Fazzari, assessore alla cultura del Comune di Busalla – aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento da parte dell’Asi ci conforta sulla qualità del lavoro fatto in questi anni. Associare Villa Borzino al mondo dello Spazio significa restituirle nuovo vigore e riportarne all’attenzione le criticità, invogliando l’amministrazione comunale a cercare soluzioni per superarle. Ne sono dimostrazione l’intenzione di riqualificare la Villa attraverso il progetto Green Smart Villages che prevede il recupero completo delle cucine e di altri locali del piano terra da adibire a servizi a disposizione del pubblico, l’abbattimento delle barriere architettoniche anche attraverso l’installazione di un ascensore, la realizzazione di un roseto e la creazione di due alloggi da destinare a social housing all’ultimo piano».

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