Si concluderà entro novembre-dicembre di quest’anno la fusione di Carige con Bper. Entro il 30 giugno, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, Bper pagherà un corrispettivo di 1 euro per l’acquisizione dell’intera partecipazione (80%) detenuta dai soci venditori (Fitd e Svi) che al closing dell’operazione verseranno in conto capitale in Carige un contributo pari ad 530 milioni di euro.

La scadenza del closing entro il 30 giugno va rispettata per consentire a Bper di beneficiare della conversione dei Deferred tax assets per perdite fiscali di Carige in crediti d’imposta, operazione che per la società aggregante vale 350 milioni. A questo punto sarà cambiato radicalmente l’assetto della compagine azionaria e l’assemblea dei soci nominerà un nuovo cda che resterà in carica fino alla fusione.

A valle del closing Bper promuoverà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti azioni Carige al prezzo di 0,80 euro.

Si tratta di passaggi previsti dal contratto e dalla normativa. Quello che Bper dovrà decidere riguarda l’accordo di bancassurance di Carige con Amissima (che ora fa capo a Hdi del Gruppo Talanx). L’accordo, prossimo alla scadenza, prevede che Carige venda in esclusiva i prodotti di Amissima. Bisogna vedere se sarà disdettato o semplicemente non rinnovato, per essere sostituito da un accordo con Unipol che detiene il 19,89% del capitale di Bper.

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