L’area ex Ilva è «l’ipotesi primaria per un autoparco da 250-300 stalli a Genova». Lo conferma il sindaco, Marco Bucci, intervenuto oggi alla presentazione dell’ampliamento dell’autoparco di Sestri Ponente. Inizialmente i nuovi parcheggi previsti nell’area adiacente all’Aeroporto di Genova dovevano essere 53. Oggi vengono annunciati 45 nuovi stalli, in convenzione con l’Aeroporto, utilizzabili da giugno. Giuseppe Tagnochetti, coordinatore per la Liguria di Trasportounito, precisa che, in realtà, quelli che effettivamente si aggiungono agli esistenti «sono 24, perché una parte di questi nuovi stalli verranno occupati da camion che già stazionavano in un’area adiacente al nuovo parcheggio, sempre di proprietà dell’Aeroporto di Genova, e che ora lo scalo genovese ha voluto indietro».

Il nuovo autoparco a Sestri Ponente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si estende su una superficie di 21 mila metri quadrati. Il layout finale prevede 178 stalli, della misura di 18×3,7 metri. Per la sua realizzazione sono stati consolidati 35 centimetri di terreno, operazione che oggi consente di ospitare camion pieni e non a carico vuoto. È stato effettuato anche un intervento sull’illuminazione, completamente sostituita con lampade a led. 19 le telecamere, di cui 8 nuove, che possono essere controllate anche da remoto.

In ogni caso, si tratta di spazi non sufficienti a coprire il fabbisogno degli autotrasportatori, circa 800 stalli per il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, mentre secondo Tagnochetti ne servirebbero un migliaio. Al momento quelli disponibili a Genova sono 400. L’utilizzo delle ex aree Ilva a Cornigliano servirebbe proprio a ridurre significativamente il divario tra il fabbisogno degli operatori del settore e gli spazi a disposizione in città, oltre a garantire un’area attrezzata con tutti i servizi necessari agli autotrasportatori durante le loro soste.

«Noi vorremmo la centrale, in disuso da anni – precisa Bucci – Abbiamo i soldi per demolirla, ci incaricheremmo di farlo, e in quell’area costruiremmo un autoparco come si deve, di cui hanno bisogno gli autotrasportatori logistici». Secondo Bucci lo spazio garantirebbe almeno 250-300 stalli a disposizione dei tir. Ma 100 mila metri quadrati potrebbero addirittura garantire la copertura totale del fabbisogno, appunto un migliaio di stalli, risolvendo così la situazione in modo definitivo. Occorrerà però rivedere l’accordo di programma che vincola quelle aree: «C’è qualcuno che non ha rispettato l’accordo da anni, lì dovevano esserci 2.200 persone a lavorare. Chi non l’ha rispettato dovrebbe rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare», sostiene Bucci. Le tempistiche potrebbero non dilungarsi eccessivamente: l’appuntamento di maggio per l’accordo tra ArcelorMittal e Invitalia potrebbe accelerare i tempi, entro l’anno ci potrebbero già essere degli sviluppi.

Sembra invece ormai scartata l’idea di un autoparco più piccolo a Fondega (in zona Pegli) perché «la cittadinanza non gradisce» questo tipo di soluzione, ha detto Bucci. Il Comune ha pur sempre l’intenzione di riqualificare l’area, con nuove destinazioni d’uso, sempre in trattativa con Eni.

Ci sono poi le cosiddette aree “buffer”, sempre per servizi all’autotrasporto, in particolare per alcune operazioni portuali e doganali, che, secondo Signorini, «possono essere fatte in aree di prossimità od oltre Appennino».

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