Intesa Sanpaolo mette a disposizione 3 miliardi di euro per le imprese della Liguria, nell’ambito dei 150 miliardi di euro del plafond nazionale, stabilito in base al nuovo accordo tra Confindustria e la banca.

Oggi a Genova si è svolta la tappa regionale del roadshow di presentazione del nuovo accordo, basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il Pnrr.

Hanno aperto i lavori Maria Caterina Chiesa, vicepresidente con delega alla Finanza e all’internazionalizzazione di Confindustria Genova, e Andrea Perusin, direttore regionale per Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, che ha spiegato i contenuti dell’accordo nonché le prime iniziative congiunte.

Giovanni Foresti, della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, ha commentato lo scenario economico in cui sono chiamate a operare le imprese regionali. Le tematiche di maggiore interesse per il sistema produttivo locale sono state approfondite nella tavola rotonda seguente, cui hanno preso parte, insieme ad Andrea Perusin, Giulia Vernazza, responsabile del Polo Logistico Vernazza Autogru spa, e Giovanni Battista Valsecchi, direttore generale della Generale Conserve spa.

L’accordo presentato oggi alle imprese liguri – di durata triennale e firmato lo scorso ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo – pone al centro iniziative a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità.

«Il nostro gruppo – ha dichiarato Perusin – conferma e rafforza l’attenzione nei confronti del tessuto imprenditoriale ligure mettendo in campo un plafond di 3 miliardi di euro e rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. Le imprese di questo territorio hanno mostrato capacità di resilienza durante i periodi più duri della pandemia: oggi continuiamo a essere al loro fianco per fare fronte a uno scenario nuovamente incerto e dare vita a un’economia strutturalmente più robusta, sostenendone gli investimenti per intraprendere o rafforzare un percorso virtuoso di transizione ambientale e digitale, aiutandole a ripararsi dal caro energia, valorizzando i rapporti di filiera. Gli elementi alla base di questo accordo rientrano nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare nell’arco del Pnrr erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle pmi».

«La lunghissima crisi sanitaria ha indebolito le imprese, le ha costrette a indebitarsi con il rischio di peggiorarne i rating bancari nella prospettiva di un futuro accesso al credito – ha aggiunto Maria Caterina Chiesa –. Siamo alle prese con il rincaro delle commodity, con il drammatico problema del caro-energia e con un conflitto alle porte dell’Europa che sta avendo forti ripercussioni sulle imprese italiane. L’accordo firmato da Confindustria con Intesa Sanpaolo è uno strumento per sostenere le imprese in uscita dalla crisi pandemica e per creare nuove prospettive di crescita sostenibile e duratura del sistema produttivo italiano. Si tratta di uno strumento “in progress”, che parte da esigenze reali delle imprese per adeguarsi, di volta in volta, a contesti operativi diversi, affinché la risposta ai bisogni dell’azienda sia sempre pronta ed efficace».

L’intesa consolida e rinnova la collaborazione ultradecennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009 sono stati sottoscritti diversi accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.

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