Skymetro della val Bisagno, Legambiente: «Idea vecchia e di impatto visivo notevole»

Legambiente e l'associazione MobiGE hanno presentato un ricorso al Tar sul finanziamento previsto per il progetto del rafforzamento del sistema degli assi di forza per il Tpl

Skymetro della val Bisagno, Legambiente: «Idea vecchia e di impatto visivo notevole»

Lo Skymetro finanziato dal ministero non è l’opera rivoluzionaria che Bucci e la sua giunta continuano a raccontarci, al contrario è un’opera da prima metà del Novecento, che non ha eguali in Italia, forse proposta più per avere risonanza e per poter dire di essere “i primi a realizzarla” che non per un’oggettiva utilità».

Sono parole nette quelle che Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria indirizza al sindaco Bucci in merito all’annunciato progetto dello Skymetro in Valbisagno.

«Se all’estero le infrastrutture sopraelevate sono state demolite o convertite in parchi lineari con l’obiettivo di mettere la qualità della vita degli abitanti al primo posto dell’agenda politica − spiega Grammatico − a Genova si punta su sistemi anacronistici rifiutando di rigenerare i suoi spazi. L’impianto ha un elevato impatto visivo che diminuirà il valore degli immobili affacciati sull’infrastruttura e la qualità dell’abitare pone interrogativi sui rischi di interferenze con le falde acquifere sottostanti e non sono noti i costi di manutenzione».

Secondo Legambiente si finanzia una proposta di cui manca un vero progetto e un percorso di condivisione con la cittadinanza.

Le preoccupazioni di Santo Grammatico riguardano soprattutto il trasporto pubblico locale: «La metro sopraelevata, affiancata al progetto dei “quattro assi” precedentemente finanziato, rappresenterà la ‘Caporetto’ del trasporto pubblico locale genovese, che abbandona così definitivamente la possibilità di reintroduzione del tram, il mezzo più efficace, efficiente, puntuale e attraente per spostare gli utenti dal traffico privato al trasporto pubblico e l’unico in grado di costringerci a ripensare lo spazio urbano».

Con 30 milioni a km, evidenzia Legambiente Liguria, si farebbero 29 km di tranvie: 10 km della Valbisagno, 7 km tra piazza Tommaseo e l’area commerciale della Fiumara, 4 km fino a Quarto, 6 km fino a Multedo, con un “avanzo” di 2 milioni.

Sul come affrontare la situazione risponde Daniele Salvo, presidente del circolo Legambiente Polis e responsabile mobilità per Legambiente Liguria, che da tempo si confronta con le molte associazioni che studiano il trasporto pubblico locale e non condividono le scelte dell’amministrazione comunale: «Legambiente e l’associazione MobiGE hanno presentato un ricorso al Tar sul finanziamento previsto per il progetto del rafforzamento del sistema degli assi di forza per il Tpl che ci auguriamo, per il bene della città, venga accolto consentendo di riportare le lancette della discussione sul trasporto pubblico, a un nuovo punto di partenza. L’assenza di promozione e informazione sui territori dei progetti sul trasporto pubblico locale che vengono poi finanziati, ci sembra una lacuna gravissima che purtroppo fa riflettere sul ruolo della politica. Ci auguriamo che i cittadini che saranno colpiti da questo progetto e le associazioni prendano in considerazione ulteriori ricorsi, valutata la mancanza di ascolto da parte dell’amministrazione comunale».

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