Un’applicazione meccaniche da applicare sulle motocarriole per agevolare l’olivicoltura ligure è stata presentata da Cia Imperia in base ai primi risultati del progetto di cooperazione Sinol “Soluzioni meccaniche e di automazione per lo svolgimento in sicurezza delle principali operazioni colturali dell’olivicoltura ligure”.

Il progetto ha come capofila il Cipat Centro Istruzione Professionale e Assistenza Tecnica della Confederazione Italiana Agricoltori di Imperia e come partner l’Università di Genova, l’Azienda Agricola Valle Ostilia di San Bartolomeo al Mare (IM) e la Moirano Costruzioni meccaniche di Cisano sul Neva (SV), e viene realizzato nell’ambito della misura M16.01 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Liguria (“Aiuti per la costituzione e l’operatività dei gruppi operativi del PEI “Partenariato europeo per l’innovazione”).

«Siamo partiti da una considerazione − spiega Riccardo Giordano di Cipat Imperia, Centro per l’istruzione professionale e l’assistenza tecnica − nelle nostre fasce ci si può arrivare solo con delle motocarriole. Abbiamo quindi provato a realizzare alcune applicazioni da utilizzare su mezzi cingolati leggeri, già in commercio. La motocarriola deve essere lo strumento che ci porta sotto l’albero e da lì lavorare poi in quota. Gli ingegneri hanno fatto un ottimo lavoro e ci hanno consentito di arrivare a un prototipo che, con pochi accorgimenti, sarà sostenibile dal punto di visto economico e fruibile dalla maggior parte degli olivicoltori della Liguria».

«Causa costi finali eccessivi − afferma Giorgio Pietronave dell’Università di Genova − abbiamo abbandonato la strada del discorso idrodinamico e siamo passati ad un progetto meccanico».

«La proposta − racconta Francesco Cepolina dell’Università di Genova − è frutto di numerosi studi e applicazioni fatti prima in laboratorio, poi utilizzando dei giocattoli, poi un prototipo vero e prorio, che risponde alle richieste di sicurezza e di libertà di lavoro, che sono alla base del progetto».

«La motocarriola può essere già di proprietà dell’agricoltore − hanno spiegato Stefano e Erika Moirano di Moirano Costruzioni − il quale potrà eventualmente far installare solamente l’applicativo. L’idea è quella di arrivare a un prodotto industriale, disponibile per tutti, con un costo finale sostenibile».

Il prossimo appuntamento con Sinol sarà tra giugno e luglio, per la presentazione definitiva in campo del prototipo.

Il Progetto Sinol propone un’innovazione per le operazioni in campo, atta a conseguire un miglioramento dei risultati di alcune lavorazioni (in primis la potatura e la raccolta), introducendo una leggera automazione in attività attualmente fatte a mano e che, aspetto tutt’altro che trascurabile, potrebbe portare ad un aumento della sicurezza nelle fasi di lavorazione in campo, in particolare quelle da effettuarsi “in quota”.

 

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