Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 30 marzo-5 aprile 2022 un calo dei casi di Covid in Liguria, che rientra sotto soglia anche nei posti letto: -6,1% la variazione di nuovi casi, 1.125 i casi attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, uno dei più bassi in Italia.

«Rimane tuttavia molto difficile fare previsioni, sia per l’eterogeneità delle situazioni regionali, sia perché in alcune grandi Regioni del Nord iniziano a intravedersi segnali di risalita», afferma il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.

«È importante rilevare – commenta Cartabellotta – che il quadro dei pazienti ospedalizzati è notevolmente mutato negli ultimi 6 mesi, sia per effetto delle coperture vaccinali e relativi booster, sia per la progressiva sostituzione della variante delta con quella omicron, più contagiosa, ma meno severa». In particolare, se a fine ottobre veniva ricoverato il 3,22% degli attualmente positivi in area medica e lo 0,47% in terapia intensiva, oggi queste percentuali sono crollate rispettivamente allo 0,78% ed allo 0,04%. Inoltre, se il recente rialzo dei casi ha determinato in tre settimane un incremento di oltre 2.000 posti letto in area medica, in area critica al momento si osserva un plateau. «Questo dimostra che si è ridotto in maniera rilevante il numero di pazienti Covid-19 ospedalizzati per polmonite severa che richiedono un ricovero in terapia intensiva, mentre vengono ospedalizzati soprattutto anziani con patologie multiple che possono essere assistiti nei reparti ordinari».

Secondo quanto riportato dall’ultimo Report dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si sono verificati 3.798 decessi di persone che hanno ricevuto una diagnosi di Covid-19 nel periodo 4 febbraio-6 marzo 2022. Il tasso di mortalità per 100.000 persone, calcolato sulla popolazione per status vaccinale al 19 febbraio, è nettamente più elevato per i non vaccinati e decresce progressivamente per i vaccinati con ciclo incompleto, per quelli con ciclo completo da almeno 120 giorni, per quelli con ciclo completo da meno di 120 giorni e per quelli con ciclo completo più booster. I dati dimostrano la straordinaria efficacia del vaccino nel ridurre il tasso di mortalità a partire dagli over 40 e in particolare nella fascia 60-79 (3,4 vs 41,8) e negli over 80 (32,9 vs 470,8). «Per dirla con altre parole – spiega il presidente – il tasso di mortalità nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con dose booster è superiore di 14,3 volte negli over 80, di 12,3 volte nella fascia 60-79 e di 8 volte nella fascia 40-59».

COVID-19: tasso di mortalità per 100.000 persone per status vaccinale (al 19 febbraio 2022)

Fascia di età

Non vaccinati

Vaccinati con ciclo incompleto

Vaccinati con ciclo completo da almeno 120 giorni

Vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni

Vaccinati con ciclo completo + booster

12-39

0,2

0,0

0,1

0,1

0,1

40-59

2,4

1,3

1,2

1,3

0,3

60-79

41,8

16,5

21,5

10,1

3,4

80+

470,8

104,4

107,1

86,1

32,9

Elaborazione GIMBE su dati Istituto Superiore di Sanità

Aggiornamento: 30 marzo 2022 ore 12:00

Guardando ai numeri assoluti, sempre per l’Italia, tra le persone vaccinate con ciclo completo più booster che hanno avuto una diagnosi di Covid-19, nel periodo 4 febbraio-6 marzo 2022, si sono registrati 1.688 decessi (44,4% del totale), di cui 369 nella fascia 70-79 e 1.272 tra gli over 80. Tenendo conto che al 19 febbraio circa 600 mila over 80 avevano ricevuto il booster da oltre 120 giorni è verosimile che un’ulteriore determinante dell’elevato numero di decessi sia rappresentata dal progressivo declino dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave anche nelle persone che hanno fatto il richiamo.

«In attesa che le autorità regolatorie si pronuncino sull’estensione della quarta dose – spiega Cartabellotta – dal punto di vista organizzativo bisogna iniziare a considerare che, al 31 maggio, gli over 70 che avranno ricevuto il booster da oltre 120 giorni saranno 8,8 milioni, di cui 3,8 milioni di ultraottantenni e quasi 5 milioni nella fascia 70-79».

N. di persone decedute che hanno avuto una diagnosi di COVID-19 tra il 4 febbraio e il 6 marzo 2022

Fascia di età

Non vaccinati

Vaccinati con ciclo incompleto

Vaccinati con ciclo completo da almeno 120 giorni

Vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni

Vaccinati con ciclo completo + booster

12-39

4

0

4

3

7

40-59

48

6

29

19

40

60-79

337

47

206

50

369

80+

760

107

415

75

1.272

Totale

1.149

160

654

147

1.688

Elaborazione GIMBE su dati Istituto Superiore di Sanità

Aggiornamento: 30 marzo 2022 ore 12:00


Oltre al declino della copertura data del booster, un’ulteriore determinante di ospedalizzazioni e decessi può essere identificata nel sottoutilizzo dei farmaci antivirali. Come riportato dal Report AIFA Monitoraggio Antivirali per COVID-19 del 25 marzo 2022, dei trattamenti antivirali disponibili per pazienti non ospedalizzati sono state avviate 4.052 terapie con Paxlovid (in 42 giorni), 12.149 con Molnupiravir (in 83 giorni) e 5.100 con Remdesivir (in 83 giorni). Numeri troppo esigui, rispetto alle indicazioni di questi farmaci, raccomandati per tutti “gli adulti non ospedalizzati per Covid-19 e non in ossigeno-terapia per Covid-19 con insorgenza di sintomi da non oltre 7 giorni e in presenza di condizioni cliniche predisponenti che rappresentino dei fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 grave”. «Il sottoutilizzo di questi farmaci – sottolinea Cartabellotta – è da imputare alla mancata abilitazione dei medici di famiglia alla loro prescrizione, oltre che all’erogazione esclusiva nelle farmacie ospedaliere e non in quelle territoriali. Considerato che l’accordo 2022 per la fornitura di Paxlovid ammonta a 600 mila trattamenti completi (per un totale di 400 milioni di euro), in assenza di un adeguato modello organizzativo in grado di garantire la necessaria tempestività della prescrizione, si rischia concretamente che le scorte rimangano inutilizzate come già accaduto per gli anticorpi monoclonali».

Cresce, ormai lentamente, la popolazione vaccinata con ciclo completo: Liguria all’84,5%.

Per quanto riguarda la fascia 5-11 anni Liguria sempre indietro rispetto alle altre regioni: quint’ultimo posto.

Sulla terza dose il tasso di copertura vaccinale supera l’81%.

Sulla quarta dose «restano del tutto ingiustificate – chiosa Cartabellotta – le esigue coperture e le eterogeneità regionali, tenendo conto che i pazienti immunodepressi che necessitano della quarta dose a completamento del ciclo sono noti alle Asl e raggiungibili tramite chiamata attiva». Anche qui la Liguria è negli ultimi posti.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi è sostanzialmente stabile dal 48,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,2% per i vaccinati da più di 120 giorni e sale al 68% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa è sostanzialmente stabile dal 73% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 75,2% per i vaccinati da più di 120 giorni e sale al 91,1% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 31,5-65,9%), ma soprattutto di malattia grave (del 55-86,4% per ricoveri ordinari; del 67,7-88,9% per le terapie intensive) e decesso (del 54,8-91,4%).

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