«Il mercato delle cessioni di crediti fiscali viaggia verso uno stop che rischia di lacerarlo in maniera irrimediabile». È quanto si legge oggi sul “Sole-24 Ore”.

Il quotidiano prosegue così: «Complice il quadro normativo che, ad oggi, limita le cessioni a tre e che consente la seconda e terza cessione solo a banche, intermediari finanziari e assicurazioni, costringendo questi soggetti a tenere in pancia miliardi di crediti, negli ultimi giorni, a quanto risulta al Sole24Ore, anche le due banche principali del Paese, Intesa Sanpaolo e Unicredit, sotto il peso delle troppe richieste avrebbero separatamente preso atto della progressiva impossibilità a procedere con l’accoglimento di nuove domande di cessione. In assenza di modifiche normative, insomma, sarà impossibile procedere con nuove richieste».

“Il Sole-24 Ore” precisa: «I passi indietro di Intesa e UniCredit si inseriscono in un mercato già molto sofferente. All’indomani del decreto Antifrodi, in vigore dal 12 novembre 2021, gli ostacoli per i contribuenti che volevano cedere sono andati progressivamente aumentando. Fino all’arrivo del Sostegni ter (il 27 gennaio2022), che ha mandato in pensione il concetto di moneta fiscale, tagliando a uno il numero dei trasferimenti possibili. Da quel terremoto di gennaio sono seguite diverse modifiche (le cessioni adesso sono tre),che però non hanno portato ancora a un punto di equilibrio sostenibile per tutti i diversi attori».

Secondo il quotidiano «In assenza di cambiamenti, comunque, a oggi lo scenario tende a un “effetto imbuto”: le banche medio piccole, una dopo l’altra, stanno raggiungendo la loro capienza fiscale massima e, quindi, non possono più acquistare crediti, perché non avrebbero modo di utilizzarli (a fine anno si rischia di perderli)».

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