Un accordo tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per collaborare per approfondire gli studi che mirano a individuare nuovi strumenti tecnologici di contrasto agli illeciti nel settore dell’art crime, con particolare attenzione agli scavi clandestini nei siti archeologici e al traffico online di beni culturali, oltre a sviluppare le potenzialità della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando TPC.

La dichiarazione di intenti è stata firmata questa mattina.

Iit e Comando TPC si impegnano anche a realizzare attività nel campo della divulgazione e della comunicazione per accrescere la sensibilità dei cittadini verso la necessità di tutelare il patrimonio culturale.

I protagonisti dell’accordo, di durata triennale, sono il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di tutela e di prevenzione e contrasto degli illeciti per la salvaguardia del patrimonio storico, archeologico, artistico e culturale, dedicandosi anche al recupero dei beni; il Center for Cultural Heritage, il centro Iit di Venezia in cui l’attività di ricerca viene pianificata in base ai bisogni reali di chi ogni giorno si impegna a conservare e restaurare il patrimonio artistico nazionale ed internazionale e si snoda su diversi piani sfruttando le competenze tecnologiche di iit nel campo delle scienze dei materiali, della computer vision, dell’intelligenza artificiale, del machine learning e della robotica.

In particolare, le attività di ricerca nell’ambito dell’art crime già in atto nel centro Iit di Venezia riguardano l’utilizzo del machine learning per identificare il patrimonio culturale rubato e messo in vendita su internet e l’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare i dati provenienti dagli avvistamenti dei satelliti nello spazio e individuare siti di scavi non autorizzati, per fermare l’acquisizione abusiva e il saccheggio di antichità. A breve inoltre saranno avviate nuove ricerche mirate all’individuazione di network criminali tramiti avanzati sistemi informatici basati sull’intelligenza artificiale.

«La missione istituzionale dell’Iit è quella dell’eccellenza nella ricerca e il suo trasferimento verso applicazioni concrete a beneficio di tutti – racconta Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Iit – Questo accordo ci permette di mettere in pratica le nostre conoscenze nell’ambito delle nuove tecnologie del digitale per la tutela dei beni culturali, partendo dalle esigenze reali di chi si occupa di questa tematica quotidianamente. Grazie a questo accordo, lavoreremo in maniera sinergica con l’Arma dei Carabinieri, affinché i nostri studi contribuiscano a migliorare la tutela e salvaguardia del patrimonio artistico. Siamo orgogliosi di poter aiutare a difendere qualcosa che rende l’Italia un luogo speciale, come sappiamo noto in tutto il mondo.

«Dal 1969 a oggi i Carabinieri dell’Arte hanno recuperato più di tre milioni di beni culturali. È un risultato importante, ma abbiamo ancora tanto da fare. Guardiamo con grande interesse alle sinergie con l’Istituto Italiano di Tecnologia e il suo Centro dedicato al Patrimonio Culturale, con il quale abbiamo già avuto altre forme di collaborazione – fa sapere il Comandante dei Carabinieri TPC, Roberto Riccardi – L’innovazione tecnologica è la direzione in cui andare, per sviluppare azioni dirette al recupero e alla salvaguardia delle nostre meraviglie. È la migliore premessa affinché il futuro ci restituisca il passato».

«La possibilità di collaborare direttamente con l’Arma dei Carabinieri nello sviluppo di tecnologie di contrasto al traffico e spoliazione di beni culturali ci permetterà di creare prodotti realmente su misura per le loro esigenze di tutela del patrimonio storico-artistico-archeologico italiano e internazionale – dichiara Arianna Traviglia, direttrice del Center for Cultural Heritage dell’Iit – Il nostro Centro è all’avanguardia nell’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito dei Beni Culturali, con vari progetti già attivi per la loro protezione e salvaguardia, in alcuni casi anche finanziati dalla Commissione Europea e in collaborazione con enti come l’Agenzia Spaziale Europea: il supporto dei Carabinieri in questo percorso di ricerca ci darà modo di migliorare la qualità delle applicazioni tecnologiche che stiamo sviluppando e di quelle previste nei progetti in fase di avvio».

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