Ucraina, sala chiamata del Porto come hub per l’accoglienza dei profughi

Oggi un sopralluogo per valutarne l'idoneità e renderlo operativo nei prossimi giorni

Ucraina, sala chiamata del Porto come hub per l’accoglienza dei profughi

«Il tavolo tecnico per affrontare l’emergenza Ucraina, che lavora su mandato del comitato operativo regionale, ha valutato come potenzialmente idoneo a diventare hub di prima accoglienza per i profughi la Sala Chiamata del Porto, che fino a qualche mese fa era in grado di effettuare più di mille vaccini al giorno quindi già in grado di gestire flussi numericamente importanti». Lo ha annunciato il presidente della Regione Liguria e commissario delegato a coordinare l’accoglienza dei profughi in Liguria Giovanni Toti.

Oggi verrà svolto un sopralluogo per valutarne l’idoneità e renderlo operativo nei prossimi giorni.

«Un centro di prima accoglienza capace di accentrare le operatività di Protezione Civile regionale, Asl, Comune e Questura migliorerebbe ancora di più il servizio offerto ai cittadini ucraini che stanno attraversando un momento di grande emergenza», aggiunge Toti.

Un grande hub «garantirebbe quindi un modello di efficiente accoglienza per svolgere sia le pratiche sanitarie sai quelle burocratiche e quello di Genova sarà un modello sperimentale da estendere eventualmente a tutte le province liguri – sostiene l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone – Ovviamente continueranno a essere garantiti i vaccini così come, attraverso canali separati, gli ucraini che lo desiderano potranno usufruire anche della vaccinazione. Nel frattempo è stato attivato un contratto con i privati per il supporto trasportistico da e per i luoghi di prima accoglienza o destinazione Cas per i percorsi sanitari».

Ieri erano 157 i profughi presi in carico in Liguria, con 145 stp effettuati. In totale i cittadini ucraini presi in carico dalle Asl ammontano a 2.970. Un ragazzo in fibrillazione atriale, cardiopatico, è stato trasportato ieri al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Martino.

«L’elevato tasso di vaccinazione Covid conseguito in Liguria – spiega Giacomo Zappa, responsabile Gestione pandemie ed emergenza Ucraina Asl3 – ha determinato una drastica riduzione degli accessi alla Sala Chiamata del Porto. Questa circostanza rappresenta un’opportunità che permette di convertire parte degli spazi e dotazioni strumentali già utilizzate per realizzare un centro multifunzionale che garantisca un percorso per l’accoglienza dei profughi, in fuga dal conflitto ucraino, omnicomprensivo: dalla registrazione in anagrafe sanitaria, al tampone, alla soluzione abitativa, alla presa in carico da parte dei servizi sociali sino all’avvio delle pratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno. In accordo con la Culmv, nella giornata di domani, i vari soggetti istituzionali effettueranno un sopralluogo presso la Sala Chiamata del Porto per valutare la collocazione delle postazioni dedicate, che si affiancheranno a quelle sanitarie e vaccinali Asl 3, comunque sempre operative, e con le quali si integreranno Protezione Civile, Comune di Genova con i Servizi Sociali, Prefettura, Questura e il mondo del volontariato. Questo con particolare attenzione anche all’infanzia e alla componente femminile in fuga dal conflitto. La sinergia che si configurerà sarà oggetto di valutazione quale modello sperimentale, eventualmente replicabile sulla base delle necessità».

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