Se continuerà a mancare il coinvolgimento, gli agricoltori protesteranno in modo forte e anche con vie legali. Audizione per gli agricoltori del savonese da parte della III Commissione del consiglio regionale: al centro le richieste dell’agricoltura savonese rispetto all’impatto che il raddoppio ferroviario del Ponente ligure avrà nelle aree occupate da terreni, serre, magazzini, depositi e altre infrastrutturazioni per la produzione agricola.

il direttore provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori Osvaldo Geddo dice: «Come Cia Savona abbiamo rilevato, finalmente, un’apertura da parte regionale rispetto alle ragioni del settore agricolo e all’impatto che comporterà il nuovo tracciato ferroviario su oltre un centinaio di aziende nel ponente savonese. Il presidente del consiglio regionale Alessio Piana e i commissari, su richiesta del consigliere Pd Roberto Arboscello, ci hanno ascoltati, rivolto domande e dimostrato interessamento alla problematica dell’impatto del nuovo tracciato Andora – Finale sul settore agricolo».

Geddo ha sottolineato «l’inaccettabile mancanza di informazioni e chiesto l’apertura di un confronto con il commissario e con Italferr spa per un minore impatto ambientale del progetto che dovrebbe stare nella fascia di rispetto autostradale e chiesto di aprire un tavolo operativo sulle necessarie compensazioni a imprese, coltivatori e produttori agricoli compresa la possibilità di trasferimento delle aziende in nuove aree da realizzare nei siti di abbancamento del materiale di scavo».

Cia Savona insiste sul coinvolgimento delle associazioni agricole sul tracciato che secondo gli agricoltori deve essere illustrato a livello di mappatura catastale sulle superfici agricole interessate.

«Qualora perdurasse la mancanza di informazioni e di coinvolgimento delle categorie agricole si andrebbe inevitabilmente a forme di protesta radicale e, probabilmente, di contezioso legale» fa sapere Cia di Savona, che si dice aperta a un confronto diretto e dettagliato.

«Un percorso non certo semplice, in quanto coniugare l’ultima tratta del progetto di completamento con un riassetto del settore agricolo e delle sue filiere produttive nell’area più vocata all’agricoltura della Liguria non potrà avvenire in modo autoritario e vessatorio, senza il coinvolgimento dei rappresentanti delle aziende agricole che vedono compromesso il proprio futuro. Auspichiamo, quindi, dopo l’audizione in Regione di ieri, l’avvio di un percorso virtuoso a tutela dell’agricoltura del ponente savonese, delle sue aziende e produttori, spina dorsale del settore e di tutta l’economia locale, con il sostegno dei sindaci, dei consiglieri regionali e dei parlamentari del territorio».

 

 

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