«Tutto il cluster marittimo portuale, italiano e internazionale, monitora con attenzione la situazione che inevitabilmente si ripercuote sui traffici marittimi, sulle navi e ancor più sugli equipaggi, in particolare sui marittimi ucraini i quali sono prossimi alla fine dei contratti d’imbarco ma non possono tornare a casa. Inoltre, vi sono molti rischi derivanti dalla impossibilità di avere accesso ai porti ucraini, con conseguenze sulla catena di approvvigionamento che sta già avendo un impatto sulle imprese dell’Ue». Lo ha dichiarato alla riunione del Consiglio della Federazione del Mare Mario Mattioli, presidente di Confitarma e della Federazione del Mare.

«È di queste ore, inoltre – ha aggiunto Mattioli – la notizia che il Governo britannico ha deciso di vietare l’accesso alle navi russe nei porti inglesi e che il Parlamento europeo ha chiesto un’azione in tal senso a livello Ue. È evidente che la situazione è in costante evoluzione».

Luca Sisto (Confitarma) ha evidenziato le difficoltà operative di unità mercantili di bandiera italiana presenti nei porti ucraini e russi ed ha sollecitato l’intervento delle autorità preposte ai controlli per risolvere tali situazioni connesse soprattutto con le disposizioni in materia di maritime security.

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