L’attacco russo alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, ha scatenato il panico e la corsa a vedere nelle principali Borse mondiali, con banche e auto paticolarmente colpite. Parigi segna -4,97%, Londra -3,59%, Francoforte -4,39%, Madrid -3,68%, Milano (FtseMib) -6,24%, mentre la Borsa di Mosca è ferma per il quinto giorno consecutivo, per evitare un collasso finanziario e le agenzie di rating continuano a declassare il Paese.

IN aumento lo spread Btp/Bund a 162 punti (+3,71%).

Continuano a volare ovviamente le materie prime con il Wti a 112 dollari (+4%) mentre il gas, dopo avere sfondato quota 200 euro per Mwh, ora e’ a 192, comunque in rialzo del 19%.

A Piazza Affari nessun titolo del listino principale ha chiuso in rialzo, sono crollate Telecom (-15,66%) dopo i conti, Unicredit (-14,6%), Intesa Sanpaolo (-9,01%) e Pirelli (-7,11%) per la loro esposizione in Russia, Bper -10,58%), Stellantis il 7,7%.

L’euro scende sotto la soglia di 1,10 dollari per la prima volta da maggio 2020 e alla fine chiude a 1,091 (1,102 in avvio e 1,1076 ieri in chiusura) e a 125,3 yen (da 128,18). Il cambio dollaro/yen è a 114,78 (da 115,49).

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