“Tra qualche giorno, con la fine dello stato di emergenza, circa seicento tra lavoratrici e lavoratori, personale medico, infermieristico e socio sanitario in servizio negli enti a aziende sanitarie regionali saranno messi in mezzo alla strada, mentre gli altri dovranno pagare di tasca propria le maggiori spese sostenute dai fondi contrattuali, circostanze che nell’ospedale di Carignano raggiungono il paradosso”.

È il grido d’allarme lanciato dalla Uil Liguria, che ricorda che proprio all’ospedale Galliera si cercherà di fare il punto su queste e altre criticità, in un’assemblea del personale indetta dalla Uil Fpl aziendale per giovedì 24 marzo dalle 7 fino a fine lavori, nell’Aula Magna.

«Per riuscire a garantire i servizi ai cittadini, occorre mantenere adeguati livelli occupazionali – spiegano in una nota congiunta Marco Vannucci, segretario territoriale Uil Fpl Genova e Marco Deidda segretario organizzativo Uil Fpl Galliera –  personale che oggi lavora in corsia e del quale non è assolutamente possibile fare a meno».

“Dopo gli enormi sforzi professionali e organizzativi compiuti per la lotta alla pandemia – spiega la nota sindacale – si è verificato un inevitabile aumento dello straordinario e delle indennità per particolari condizioni di lavoro, istituti finanziati dal relativo fondo contrattuale – art 80 del ccnl 21/05/2018, condizioni di lavoro e incarichi. Per fronteggiare la pandemia, anche nel 2021 si è verificato un aumento eccezionale delle indennità da riconoscere, e in particolare delle indennità per lavoro festivo, notturno e di malattie infettive. Tale condizione, senza un necessario e indispensabile incremento del pertinente Fondo Contrattuale, come successo nel 2020 con il Decreto Cura Italia, ha generato una maggiore spesa di circa 600 mila euro, che si è tradotta in un importante disavanzo, come evidenziato dal consuntivo del Fondo art. 80 CCNL 21/05/2018. Disavanzo che senza un adeguato intervento esterno dovrà essere risanato dai lavoratori stessi”.

«Dopo aver contrastato l’emergenza con competenza, professionalità e altissimo senso di responsabilità, mettendo a rischio perfino la propria salute, come dimostra l’altissima percentuale di contagi tra gli operatori sanitari – prosegue Vannucci – sarebbero gli stessi lavoratori definiti eroi a dover pagare di tasca propria il disavanzo, attingendo dalle risorse economiche del Fondo art. 81 e rinunciando alla quota di Produttività Collettiva, circostanza inaccettabile che non può essere tollerata. La mancata distribuzione della Produttività Collettiva, sommata al piano di rientro imposto dall’amministrazione porterebbe, negli operatori maggiormente esposti, ad una perdita quantificabile in 1600/1800 euro all’anno».

La Uil Fpl Genova chiede un tavolo regionale per un piano di intervento da parte delle istituzioni competenti che possa prevedere uno stanziamento eccezionale di risorse utili all’incremento del fondo contrattuale in modo da evitare che siano gli stessi lavoratori che hanno lottato contro il Covid-19 a doversi fare carico del disavanzo.

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