Cadenza biennale con eventi di “avvicinamento” tra un’edizione e l’altra. Internazionalizzazione e maggiore visibilità televisiva, oltre a un utilizzo intensivo dei social. Borse di studio, masterclass, laboratori e un piano complesso di valorizzazione, con l’introduzione dei “Paganini ambassadors” per dare risalto a Genova e all’Italia. Così si rinnova il Premio Paganini, che nel 2023 sarà alla 57esima edizione. A guidare la svolta è il nuovo presidente Giovanni Panebianco, capo di Gabinetto del ministro per le politiche giovanili.

«L’idea del rilancio è ispirata al principio del “rinnovare conservando” – ha dichiarato Panebianco – Da un lato mantenere integro il primato dell’eccellenza artistica tipica del Premio, e dall’altro innovare modalità e strumenti per coinvolgere un pubblico più ampio e in particolare giovanile, e promuovere a livello internazionale l’immagine di Genova, lavorando fianco a fianco con le eccellenze del territorio. Penso che ormai sia necessario implementare le strategie di promozione e comunicazione e i rapporti istituzionali a livello nazionale e internazionale, un maggiore ricorso alle tecnologie telematiche e a strumenti di affiliazione e sponsorizzazione».

Verso la 57esima edizione del Premio Paganini

 

Aprile 2022

Linee strategiche e programmatiche per la 57esima edizione del Premio
Presentazione del direttore artistico
Definizione eventi collaterali 2022

27 maggio 2022

Evento musicale dedicato a Niccolò Paganini nella città di Genova

21 giugno 2022

Evento musicale a cura del Teatro Carlo Felice per la promozione del Premio all’estero e, in particolare, negli Stati Uniti (New York)

27 ottobre 2022 (in occasione dei 240 anni dalla nascita di Niccolò Paganini)
Evento di avvicinamento alla 57esima edizione del Premio (Parigi)
Pubblicazione del bando di partecipazione alla 57esima edizione del Premio

Il Premio è nato nel 1953 per realizzare una competizione violinistica di livello internazionale che favorisse la scoperta di giovani talenti e promuovesse la conoscenza di Paganini, artista popolare ma controverso per tradizione, ancora oggi oggetto di cliché. Il Comune di Genova propone un ambizioso progetto di rilancio del Premio, che vuole innovare conservando il primato dell’eccellenza artistica, e promuoverlo con nuovi strumenti, modalità e linguaggi per coinvolgere un pubblico più ampio, specie giovanile, e valorizzarne i legami con Genova.

«Intendiamo valorizzare il Premio Paganini anche quale vero e proprio asset strategico per lo sviluppo del territorio dal punto di vista culturale, sociale ed economico – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci – Oggi vi sono condizioni particolarmente favorevoli per dar vita a un’operazione davvero capace di “alzare l’asticella”: la 56esima edizione del Premio si è appena conclusa, e dopo 24 anni il riconoscimento è tornato in Italia; ad aggiudicarselo è un giovane musicista poco più che ventenne. Genova sta attraversando una fase di sviluppo economico e sociale che deve poter arricchirsi e consolidarsi anche con l’apporto culturale e artistico. Credo sia indispensabile continuare a investire su questo, sviluppando nuove sinergie per rafforzare la proiezione nazionale e internazionale del Premio, e quindi della città di Genova».

«Il progetto di rilancio del Premio – osserva l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – fonda su approcci manageriali e moderni anche dal punto di vista della comunicazione. Occorre implementare politiche strutturate per l’affermazione del “brand” e l’aggiornamento e un maggior utilizzo dei canali social».

Tante le novità in vista della prossima edizione. A partire dalla cadenza, che diventa biennale. E ancora, un accresciuto coinvolgimento dei media e la promozione di ricerche, pubblicazioni, audiovisivi, fumetti, documentari che serviranno a valorizzare il Premio e la dimensione umana, artistica e sociale del Maestro. L’organizzazione di masterclass e workshop sarà coadiuvata da performance eseguite al teatro Carlo Felice, al porto, nei Palazzi dei Rolli. Di particolare suggestione, la possibilità che musicisti, anche non partecipanti al Premio, possano essere invitati a esibirsi proponendo temi arricchiti da personali interpretazioni, nello spirito dell’improvvisazione paganiniana. Inoltre, si prevedono borse di studio per musicisti di talento, specie in difficoltà, non partecipanti al concorso: verranno erogate grazie a sponsorizzazioni e in accordo con soggetti pubblici e privati, fondazioni, enti e accademie di musica di livello internazionale.

Chi è Giovanni Panebianco

 

Giovanni Panebianco, laureato in Economia e commercio, è un direttore generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Oggi ricopre l’incarico di capo di Gabinetto del ministro per le politiche giovanili. Ex ufficiale dei reparti speciali della Guardia di Finanza, ha insegnato alla Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Superiore del ministero dell’Interno, l’Università Roma III e l’Università del Foro Italico. Attualmente è professore straordinario di diritto pubblico dell’informazione e della comunicazione all’Università delle Camere di Commercio italiane.
Già segretario generale del ministero della Cultura, ha svolto le funzioni di direttore generale del Turismo, degli Archivi di Stato, del Museo Gallerie dell’Accademia di Venezia, del Dipartimento per le politiche antidroga, nonché del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. È stato consigliere di amministrazione di enti non profit, quali la Fondazione “Venetian Heritage”.

A fare da testimonial dell’iniziativa, che sarà promossa con un intenso piano di comunicazione, ci saranno i “Paganini ambassadors“, scelti tra artisti, accademici, filantropi e diplomatici che si sono distinti per capacità, impegno sociale e culturale. Le preselezioni del concorso verranno effettuate all’estero.

«Il rilancio del Premio Paganini – ricorda l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – è un segnale di vitalità culturale. Dalla sua fondazione il Concorso ha laureato artisti importanti, tra i quali Gyorgy Pauk, Gérard Poulet, Salvatore Accardo, Gidon Kremer, Ilya Grubert e, in tempi più recenti, Massimo Quarta, Giovanni Angeleri, Leonidas Kavakos, Ilya Gringolts e Sayaka Shoji: un fil rouge di eccellenze lungo 56 edizioni unisce ormai molte generazioni di musicisti. Solo quattro italiani hanno vinto questo prestigioso premio, segno della sua internazionalità. È significativo ricordare il primo e l’ultimo: Salvatore Accardo vinse a 17 anni nel 1958, lanciando la sua carriera vero i più prestigiosi palcoscenici del mondo; Giuseppe Gibboni ha trionfato nell’edizione del 2021, e disse in proposito che vincere questo concorso “è un po’ come per un atleta vincere le Olimpiadi”».

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