«È poco serio speculare su una pandemia ed è altrettanto poco serio speculare sul lavoro delle persone. Per questo non ci stupiamo che il consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Tosi sia incappato in entrambe le fattispecie. Peccato, però, che le cose non stiano esattamente come dice». Così i consiglieri regionali della Lista Toti Liguria replicano sul tema dei contratti in scadenza a fine marzo in Asl 4.

«Anzitutto bisogna mettere ordine nei numeri – continuano i consiglieri arancioni – I dipendenti con contratto in scadenza a fine marzo ci risultano essere 111 e non 148, proprio perché nel corso degli ultimi mesi si è proceduto con tutte le stabilizzazioni possibili per legge. Molte di queste persone, inoltre, svolgono un’attività strettamente connessa alla gestione della pandemia: anche se al 31 marzo dovesse effettivamente decadere lo stato di emergenza, tuttavia, si valuterà il rinnovo in vista dell’esigenza di attività connesse, come il contact tracing e le vaccinazioni».

Non si è fatta attendere la replica del consigliere Tosi, che sostiene che «le preoccupazioni che abbiamo manifestato nella giornata di ieri, sono confermate dai dati: poco importa la differenza tra 111 e 148. Il problema c’è, è reale e se non si interviene per tempo, lo scotto lo pagheranno i cittadini. C’è una cronica carenza di personale sanitario e a breve si rischia un ulteriore deficit, visto che a fine marzo scadranno svariati contratti a tempo determinato, attivati peraltro con i fondi Covid per sopperire a una mancanza pregressa. Cosa dicono i dati? Che negli ultimi due anni, in Asl 4 sono andati in pensione 26 dirigenti medici (più 3 che si sono dimessi volontariamente), 23 amministrativi, 36 infermieri, 27 Oss/ausiliari, 15 figure varie tra tecnici di radiologia, di laboratorio, della prevenzione, di anatomia patologica, ostetriche, operatori fisioterapisti».

«C’è poi il dato delle previsioni per il 2022 – aggiunge Tosi – siamo solo ai primi di febbraio e i numeri relativi alle quiescenze in Asl 4 ci dicono che a breve se ne andranno ulteriori 14 dirigenti medici (di cui 2 per dimissioni volontarie), 9 amministrativi, 16 tra infermieri e Oss/ausiliari, e altre 6 figure varie. Se la matematica non è un’opinione, il quadro è fosco».

Intanto, per l’11 febbraio, la Regione ha convocato un incontro con i segretari regionali di Cgil Cisl e Uil.

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