Ariel Dello Strologo è il candidato sindaco del centro-sinistra alle prossime elezioni comunali di Genova. Lo hanno annunciato ufficialmente Articolo Uno, Demos, Europa Verde, è Viva, Linea Condivisa, Lista Crivello, Lista Sansa, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Possibile e Sinistra Italiana. Ma nell’elenco mancano, almeno per ora, forze di quel mondo liberaldemocratico che alle elezioni regionali avevano sostenuto Aristide Massardo.

Mancano Azione, il partito di Calenda, Italia Viva di Renzi, +Europa che fa riferimento a Emma Bonino. Una situazione paradossale perché Ariel Dello Strologo, noto avvocato, socio dello studio GPD nato dall’unione degli studi Gemma & Partners, Provaggi e De André, già presidente della Porto Antico di Genova e della Fiera di Genova, presidente della comunità ebraica di Genova, sul piano personale e professionale è stimato in ogni ambiente e dal punto di vista politico presenta un profilo di ispirazione riformista che dovrebbe raccogliere consensi proprio nell’area liberaldemocratica. Tanto che i dubbi, poi superati, sulla sua candidatura, sono venuti dall’area M5S.

«Ma noi – dichiara a Liguria Business Journal Roberto Donno, segretario regionale di Azione, non intendiamo fare parte di una coalizione con Sansa e M5S. Non si tratta tanto di nomi e di sigle ma del fatto che  ai nomi e alle sigle corrispondono scelte politiche. Cosa farebbe una ipotetica giunta Dello Strologo a proposito della gronda o della Diga con forze come M5S al suo interno? E questo in un momento in cui Genova si sta giocando il suo futuro in buona parte sulla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali. Non siamo ancora intervenuti ufficialmente perché impegnati nella fase congressuale, da cui Angelo Gattorna è uscito segretario provinciale di Genova e io segretario regionale,  e che si concluderà in sede nazionale a Roma il 19-20 febbraio ma posso già escludere un nostro ingresso in un’alleanza del genere».

Non si sono ancora espresse + Europa e Italia Viva. Il partito di Renzi ha in calendario un’assemblea cittadina a Genova per domenica prossima in cui si discuterà dell’argomento elezioni. «Al momento non escludo nulla – dice Eugenio Musso, coordinatore di IV per la Città metropolitana insieme con Irene Tesini – vedremo quale orientamento esprimerà l’assemblea».

Se le principali liste liberaldemocratiche al momento non fanno parte dello schieramento del centrosinistra non sembra probabile che ne costituiscano uno autonomo insieme con spezzoni del centrodestra. Nei giorni scorsi si era parlato di una confluenza di partiti del centro anche con la partecipazione di Coraggio Italia, la lista che fa capo a Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, e di Clemente Mastella. Una federazione di questo tipo, con la presenza della lista di Toti e Brugnaro, di ispirazione di centrodestra sia pure in fase di allontanamento dalla linea politica di Salvini, comporterebbe una scelta di campo impegnativa da parte di +Europa, Azione e Italia Viva. Ma anche da parte di Toti, che dopo le elezioni presidenziali, in cui la sua lista ha votato contro il candidato di Salvini, è in tensione e a rischio di rottura a livello ligure con la Lega. Comunque Calenda, ha escluso un’alleanza del genere in termini molto netti: «Il Grande centro – ha detto – a me crea una grande nausea. Sarebbe un fritto misto per fare l’ago della bilancia. Non mi interessa».

Rimane quindi ancora spazio di manovra per Dello Strologo, che di certo non intende rinunciare alla gamba riformista per fare marciare il suo progetto. Il professionista genovese però non è l’unico a pescare nello stagno liberaldemocratico. Anche Bucci, senza proclami ma, a quanto si apprende, con determinazione, intende rafforzare la lista o le liste civiche che lo sostengono, per mettere a frutto la popolarità acquisita e rendersi più autonomo dai partiti. È un processo fisiologico, che abbiamo visto in altre realtà territoriali ma oggi   diventato strategico  per Bucci a causa della congiuntura regionale e nazionale: in Liguria l’alleanza di centrodestra è in una fase di turbolenza, a livello nazionale la forza della Lega salviniana sembra in declino. Inoltre il clima politico seguito alla formazione del Governo Draghi e al procedere del Pnrrr è in crescente contraddizione con la politica di Fratelli d’Italia, altra componente della maggioranza che sostiene Toti.

Si è parlato molto, nei giorni scorsi, della presenza di Bucci alla Leopolda. Ma forse il sindaco più che all’adesione di nuovi partiti o liste punta a reclutare figure politiche di rilievo  finora fuori dell’area di centrodestra. A quanto si apprende ha già ottenuto l’adesione di Paolo Gozzi, dipendente di Carige, già consigliere comunale del Pd. Gozzi a 27 anni nel 2012 era entrato in consiglio con oltre 1600 voti, un record di consensi. L’enfant prodige del Pd aveva poi lasciato il partito ma non l’interesse per la politica e si presume abbia conservato un notevole seguito.

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