I dirigenti scolastici chiedono un incontro con Alisa, Regione e ufficio scolastico regionale per trovare tempestivamente una soluzione che “non potrà più essere quella della richiesta di presa in carico da parte delle istituzioni scolastiche di atti che non sono di loro competenza”.

Il problema è sollevato da Claudio Croci, Flc Cgil, Monica Capra, Cisl Scuola, Ferdinando Agostino, Uil Scuola Rua, Bertrand Viti, Snals Confsal, Andrea Carosso, Gilda Unams, Andrea Giacobbe Flc Cgil, Maddalena Carlini, Cisl Scuola, Gianfranco Spaccini, Uil Scuola Rua.

Si legge nella nota congiunta: “Alla luce di quanto sta accadendo nelle scuole liguri circa l’applicazione delle disposizioni normative e in particolare di quanto indicato dalla circolare del 13 gennaio 2022 di Alisa, del Dipartimento di Salute e Servizi Sociali e di Formazione e Istruzione, sulle disposizioni di quarantene per gli studenti evidenziano le seguenti criticità:
a seguito del rapido diffondersi della variante Omicron, che i dati scientifici sottolineano colpire in particolare giovani e giovanissimi, le scuole risultano un luogo ( per quanto sicuro a seguito di controllo e applicazione di protocolli di sicurezza stringenti) dove il contagio viene veicolato facilmente. Soprattutto se, durante le mense scolastiche, non si può dar seguito al distanziamento dei due metri tra alunni consigliato dal Comitato Tecnico Scientifico a causa di spazi troppo ristretti, le scuole si trovano di fronte alla scelta di garantire la sicurezza degli alunni e del personale non erogando il servizio o riducendo il tempo scuola”.

“L’auspicio di rinvio da parte nostra delle attività didattiche in presenza per almeno una decina di giorni era dettato dal tentativo di evitare una situazione di disagio e non più gestibile organizzativamente da parte del servizio pubblico come si sta verificando. Le indicazioni Ministeriali e quelle previste dalla circolare del 13 gennaio scorso risultano impraticabili nelle indicazioni verbali che emergono durante le riunioni tra istituzioni scolastiche e ASL di riferimento”, prosegue la nota.

“Atteso che a oggi dirigenti scolastici, referenti Covid, tutto il personale scolastico cui viene chiesto di essere a disposizione per l’intera settimana dal lunedì alla domenica per 24 ore continuative, si sono dimostrati molto più che collaborativi cercando di essere di supporto alla ASL nella gestione dell’emergenza, l’evidente carenza di risorse umane nel settore della sanità, non consente evidentemente di poter operare come si dovrebbe nel rispetto delle indicazioni operative date e cosa ancor più grave nel rispetto della sicurezza.
Attualmente, rispetto alle disposizioni sanitarie richieste della sorveglianza con testing in caso di attività didattica in presenza nella scuola primaria e riprese nella circolare di Alisa del 13 gennaio, viene meno l’immediata emissione di provvedimenti che non solo non consentirebbero alle scuole di poter operare in sicurezza ponendo gli alunni in dad ma servono alle stesse famiglie sia per dare seguito all’esecuzione dei tampone T0 e T5 fruendone con gratuità,  sia per presentarne richiesta nei luoghi di lavoro a seguito di assenze dovute a quarantene preventive”.

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