È necessario intervenire per ammortizzare il caro bolletta energetica, che sta incidendo in modo estremamente pesante sui bilanci delle aziende. Le soluzioni ci sono. Ma bisogna agire in fretta con azioni mirate. Questo il messaggio che emerge dall’incontro organizzato dall’Unione Industriali di Savona con le aziende attive nel settore vetro e ceramica – sezioni pesantemente coinvolte dai rincari.

«Le nostre proposte? – spiega il direttore Assovetro, Walter Da Riz – Condividiamo le richieste avanzate ieri alla presenza del ministro Cingolani: una “gas release” a valere sulla produzione nazionale di gas e a favore dei settori più esposti, come quello del vetro, con anticipazione dei benefici per l’anno 2022; una “electricity release” dell’energia elettrica rinnovabile gestita dallo Stato a favore dei settori industriali a rischio chiusura per un quantitativo di circa 25TWh ad un prezzo di 50 euro/Mwh; l’aumento delle aliquote di agevolazione per le componenti parafiscali della bolletta elettrica come consentito dalla disciplina europea. In questo modo, valorizzando risorse nazionali e facendo si che le rinnovabili possano contribuire all’abbassamento del prezzo di approvvigionamento dell’energia, come ci viene ripetuto essere possibile da anni, potremo sperare di superare la crisi».

Il forte aumento dei costi per le imprese italiane si è tradotto in una brusca compressione dei margini operativi, data la difficoltà di trasferire ai clienti i rincari delle commodity: «Soffrono soprattutto i settori più a valle e i settori energivori – afferma il presidente dell’Unione Industriali di Savona, Angelo Berlangieri – L’assorbimento dei rincari nei margini spiega anche perché l’inflazione in Italia rimane più bassa che altrove, pur crescendo (+3,9% annuo): al netto di energia e alimentari è moderata (+1,4%)».

Il vertice tra gli associati della realtà economica savonese ha fotografato l’attuale situazione del Paese, con centinaia di aziende dal futuro incerto.

«L’aumento dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali è ampio e diffuso – conclude il direttore di Assovetro – petrolio +13% a dicembre 2021 su fine 2019, rame +57%, cotone +58%. Di recente, si è aggiunta l’abnorme impennata del gas naturale in Europa (+723%). Il balzo del gas si è trasferito sul prezzo dell’energia elettrica in Italia, facendo lievitare i costi energetici delle imprese industriali: 37 miliardi previsti nel 2022, da 8 nel 2019». Un livello insostenibile, «che senza provvedimenti adeguati minaccia di portare alla chiusura di molte realtà con conseguenti ricadute negative su imprese, lavoratori e famiglie. Serve fare presto», ribadisce Berlangieri.

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