Nel 2022, è certo, termineranno i cantieri delle dune di Pra’, altre opere invece si vedranno negli anni successivi, come il ribaltamento a mare del cantiere di Sestri Ponente.

Scadono domani i 36 mesi inizialmente previsti dalla legge 130 del 2018, che ha convertito il decreto Genova istituendo la struttura commissariale e dato il via al programma straordinario di opere che trasformeranno porto e città. Il commissario Marco Bucci è stato prorogato per un anno, mentre la struttura sino al 2024. Tuttavia l’aggiudicazione delle opere in programma resta ferma al termine originario e Bucci, con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ha fatto il punto sulla situazione. L’agenda di cantiere vede 27 interventi totali (20 i cantieri già avviati), 62 le gare complessive (49 concluse, 4 in corso e 9 da bandire), 34 gli appalti integrati di lavori (di cui 26 conclusi, 3 in corso e 5 da bandire).

Si parla di una dimensione finanziaria che, partita nel 2019 da 1,06 miliardi, è arrivata con le note di variazione 2021 e le previsioni di bilancio del 2022 a 2,27 miliardi.

Le aggiudicazioni nel triennio 2019-2021 sono aumentate notevolmente e nel 2022 raggiungeranno quota 1,04 miliardi.

Prometeia ha stimato gli effetti generati dai lavori sull’occupazione e il valore aggiunto in Liguria per i prossimi quattro anni: 22.500 unità l’occupazione diretta (con una media di 5 mila), 38.000 unità l’occupazione diretta, indiretta e indotta. Il valore aggiunto, ossia i redditi di lavoro e capitale generati da fattori produttivi, è di un miliardo, mentre il valore aggiunto diretto, indiretto e indotto è di 2,1 miliardi.

La forza lavoro già in cantiere per le opere appaltate è stimata intorno a 1.700 unità.

Si parla della torre piloti, del potenziamento delle banchine, del nuovo accosto degli oli minerali, del potenziamento di calata Bettolo, degli accessi smart per l’autotrasporto, del collegamento dell’autostrada con il terminal di Pra’, del potenziamento della security, ma anche dei collegamenti ferroviari con il Campasso, dei potenziamento dei binari di Pra’, dell’elettrificazione delle banchine, del nuovo parco urbano di Pra’, del Waterfront di Levante, di Hennebique, dell’ampliamento dell’Areoporto.
«Siamo una delle maggiori stazioni appaltanti del Paese, tipo Anas e Fs. Parliamo di un certo numero di opere, ma in realtà sono molte di più, per esempio la viabilità di Sampierdarena conta un solo intervento da 133 milioni, ma sono 10 opere in tutto», sottolinea il presidente dell’Adsp Paolo Emilio Signorini, che evidenzia anche il rispetto dei target di aggiudicazione: 99% nel 2019, 80% nel 2020, 97% nel 2021.

Il commissario Bucci pensa al futuro: «Stiamo disegnando il porto e l’infrastruttura porto con la città che avanza di 500 metri verso il mare, è una visione di futuro di 40-50 anni, creando nuovi business e aree di sviluppo riappropriandoci di metri quadrati di mare. Arriveranno altri piani, progetti e finanziamenti. Per fare un paragone in termini di valore economico stiamo parlando di dieci ponti San Giorgio insieme».

«In un certo senso – aggiunge Toti – è come se il Pnrr fosse arrivato in anticipo, perché abbiamo iniziato a lavorare nella stessa direzione già prima e quel modello Genova che cominciava a rodarsi prima del ponte, oggi è qualcosa di più sofisticato».

 

 

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