Il Massiccio del Monte San Giacomo Capenardo si avvia a una completa riqualificazione, in ottica ambientale, turistica e sportiva. Presentato il primo lotto di interventi realizzati e della progettazione dei lotti successivi che porteranno alla valorizzazione dell’area. La prima parte della progettazione dell‘anello, percorribile in circa un’ora e 30 minuti, ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale di Cogorno, come Comune capofila, e dei Comuni di Lavagna, Ne e Sestri Levante.

Il primo lotto di interventi, recentemente ultimato, è stato finanziato con il Patto del Turismo di Regione Liguria. A breve, seguiranno nuovi lotti di lavori, in fase di progettazione ed in attesa di finanziamento, che contribuiranno a formare una rete sentieristica di collegamento tra costa ed entroterra del levante ligure. Tra gli obiettivi del progetto intercomunale, la predisposizione di un calendario di eventi sportivi, ambientali, culturali, il miglioramento della percorribilità escursionistica e la pianificazione di percorsi dedicati a mountain bike/handbike, la manutenzione dei percorsi, l’installazione di una cartellonistica dedicata e informativa, la valorizzazione e la tutela delle aree boschive, dei muri a secco in ardesia e delle strade interponderali e del patrimonio edilizio esistente, con la realizzazione di rifugi e punti accoglienza individuati nelle storiche cave d’ardesia.

«Questo progetto nel suo complesso fa riferimento al Piano di Sviluppo Rurale che comprende anche fondi per poter sviluppare la rete infrastrutturale minore legata all’escursionismo e a una serie di sentieri − ha dichiarato il vicepresidente di Regione Liguria Alessandro Piana − con la collaborazione con il Gal e con i Comuni, c’è la speranza di finanziare e far nascere intorno a queste realtà delle strutture ricettive, in modo da sostenere dal punto di vista socioeconomico il nostro entroterra. La valorizzazione del San Giacomo-Capenardo potrebbe diventare un progetto pilota per altre zone della Liguria».

«Un’idea di sviluppo del Massiccio del Monte San Giacomo Capenardo importantissimo che porta alla riscoperta del nostro territorio − ha commentato il sindaco di Cogorno, Gino Garibaldi − ma è anche un valore sottolineare l’apertura dei fondamentali collegamenti tra la costa e l’entroterra. Da questo percorso è possibile vedere a 360 gradi sia il mare che tutte le nostre vallate, dalla Val Graveglia alla Valle Sturla, dalla Val Fontanabuona alla Val d’Aveto. Di conseguenza portare i turisti a vedere queste nostre bellezze».

«Siamo felici di aver partecipato al progetto che è un primo step, dove il protagonista è il Massiccio − ha detto il vicesindaco di Lavagna Elisa Covacci − un progetto molto più ampio, nel quale abbiamo intenzione di lavorarci ancora molto affinchè l’escursionismo diventi un elemento fondamentale anche dal punto di vista turistico».

«Siamo partiti con questo progetto di valorizzazione nel 2018, istituendo un protocollo d’intesa con i comuni coinvolti − ha aggiunto l’architetto Matteo Adreveno responsabile Area Urbanistica Edilizia Privata del Comune di Cogorno − grazie al Patto del Turismo, valorizzato un primo lotto di sentieri, il cosidetto anello, dedicato alle famiglie, agli sportivi amatoriali e non, fruibile anche a chi ha problemi motori. Vogliamo riproporre lo stessa modalità di azione su tutto il resto del territorio. Per questa prima parte di interventi investiti circa 43 mila euro lordi».

«Il progetto si basa un’approccio unito e coordinato delle quattro amministrazioni presenti sul territorio, che prevede la partecipazione delle associazioni che vi operano e di tutti coloro che fruiscono del Massiccio per valorizzare la rete escursionistica, i boschi di castagno e il patrimonio architettonico in ardesia − ha sottolineato Angela Rollando, geografa naturalista, consulente dell’amministrazione cogornese e curatrice del progetto − un lavoro realizzato anche grazie all’impegno dei tanti volontari coinvolti per vedere la montagna senza confini amministrativi, da chi pulisce i sentieri a chi fa sport. Lavoriamo su diversi lotti funzionali».

«Abbiamo partecipato per recuperare e riprendere il materiale ardesiaco − ha spiegato Franca Garbarino presidente del Distretto Ardesia ligure − un recupero che lega il nostro territorio alla nostra tradizione: l’ardesia è un materiale ligure. Siamo l’unica regione italiana ad avere questo materiale».

Molte le realtà locali partecipanti coinvolte: il Distretto Industriale taglio modellatura e finitura dell’ardesia della Regione Liguria; l’associazione NoiHandiamo; la Fie – Comitato Regionale Liguria di Genova; il Cai sezione di Chiavari; il Gruppo Alpini di Cogorno; “Pietre Parlanti”; “Sentieri a Levante”; Valcanonica; i consorzi dei proprietari dei fondi; l’Ambito territoriale di Caccia (Atc) GE2 Levante; la Fiab Tigullio Vivinbici di Sestri Levante; l’Accademia della Ciappa e dei Testaieu di Cogorno; l’Associazione Atletica Levante Asd; le associazioni sportive che operano sul massiccio (biker, parapendio, escursionisti,…); tutti i soggetti sottoscrittori della scheda di adesione al processo di valorizzazione e tutte le associazioni sportive outdoor del comprensorio coinvolte.

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