Il Comune della Spezia, Servizi culturali, Settore archivi e biblioteche ha concluso il restauro di uno dei Catasti più antichi della Spezia conservati nell’Archivio storico comunale, nella Biblioteca civica U. Mazzini. Si tratta del Catasto, n. inventario 445, che si trovava da diversi anni in cattivo stato di conservazione per danni subiti nei secoli passati, che avevano compromesso la legatura originale in cuoio e pergamena, assieme ai fascicoli interni, che risultavano scomposti e altrettanto danneggiati da muffe e lacerazioni.

«Cultura è anche preservare e restaurare documenti storici fondamentali per ricostruire la biografia della nostra città – dichiara il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini – sia per i cittadini curiosi e appassionati della nostra storia, sia per i ricercatori che ne volessero studiare il profilo. L’intervento di restauro, lungo e complesso, è giunto a compimento e dimostra quanto la competenza dei nostri uffici sia di altissimo livello».

Pre-restauro (nella foto di apertura, il post restauro)

Risalente al secolo XVII, il documento non ha una data identificativa unica, ma riporta la successiva indicazione 1764, di mano più recente, come indicato nell’inventario dell’archivio. Il suo contenuto è ancora in gran parte da studiare. A un primo esame, il catasto raccoglie le particelle relative alla zona di Marinasco e valli adiacenti.
Il catasto è essenzialmente diviso in due parti: la prima elenca le particelle di terreno, dividendole per località, o meglio per abitanti delle singole località, che sono:
Maggiano, Torracca, Masero, Foce, Vigo, Sommovigo, Cozzano, Arola, Vergassola, Montetenero, Montale, Pozzo, Campastrino, Porcaro, Taverneta, Debio, Viseggi, Contra, Fornello, Strà, Vesigna, Sarbia. Seguite, senza apparente ordine, da altre località tra cui Torretto e Spezia.

È una testimonianza di grande importanza sotto ogni punto di vista: antropologico e sociale (per capire la dislocazione territoriale ed il numero degli abitanti delle zone), onomastico (molti cognomi attuali spezzini derivano da altrettante località), toponomastico, economico (si ricavano le tipologie di destinazione d’uso dei terreni).

La seconda parte invece contiene il “nuovo libro della caratata della comunità di Marinasco”, del 1657 steso sulla base della caratata del 1648.

Il restauro, autorizzato dalla competente Soprintendenza, ha previsto diverse ed elaborate fasi di intervento: dallo smontaggio delle carte, alla successiva pulitura, spianatura, integrazione di strappi e lacune. La coperta in cuoio è stata restaurata e integrata con inserti di pelle di capra e riproposizione della decorazione originale.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.