Come si muove la città del futuro? È la domanda a cui cercherà di rispondere Federico Parolotto di MIC – Mobility in chain nella conferenza di mercoledì 12 gennaio che inaugurerà il ciclo di incontri dedicato al rapporto tra città e mobilità a cura della Fondazione Ordine Architetti di Genova.

Ridistribuzione dello spazio, orari flessibili, smart working sono alcune delle soluzioni di cui si parlerà dalle 18 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in diretta streaming su Formagenova.it.

L’arrivo del Covid-19 ha destabilizzato il nostro modo di intendere la città e di abitarla. L’emergenza sanitaria non deve però far dimenticare che la vera sfida da affrontare è quella dell’emergenza climatica. Durante la pandemia, con la riduzione dell’utilizzo dei sistemi di trasporto pubblico, molte città hanno dovuto rispondere al rischio di cambio modale a favore della mobilità individuale, con un potenziale ricorso massiccio all’uso dell’automobile privata. L’utilizzo della sola automobile in città non è augurabile, non solo per questioni ambientali e di qualità urbana, ma perché controproducente per un ritorno a un funzionamento “normale” della città.

Questa crisi, pur nella sua dimensione tragica e distruttiva, rappresenta una grande opportunità per accelerare fenomeni già in atto, come la redistribuzione spaziale delle parti centrali della città, o per attivarne altri, come la distribuzione su fasce temporali ampie dei flussi delle ore di punta. Ma è soprattutto l’occasione per sperimentare sul campo e su vasta scala soluzioni innovative, come lo smart working, che incidono, riducendola, sulla domanda di mobilità. Occorre adesso prendere queste tre componenti e costruire una visione per un futuro che consenta al Paese, e in modo particolare a un Nord Italia così gravemente afflitto da problematiche relative ai livelli di inquinamento dell’aria, di raggiungere una mobilità sostenibile.

La possibilità di “fare spazio” alla micromobilità e ai pedoni per garantire spostamenti sostenibili, riducendo il consumo di suolo urbano da parte dell’automobile e migliorando lo spazio per la vita associata, è assolutamente centrale per garantire quella qualità urbana già raggiunta da molte città del Nord Europa e allo stesso tempo per ridurre drasticamente le emissioni determinate dalla mobilità privata. Intervenire sulle ore di punta, pianificando gli orari della città in modo più flessibile, è altresì necessario anche in un quadro di medio lungo termine.

«Lo smart working è in assoluto la soluzione più interessante – sottolinea Parolotto – e, di conseguenza, l’idea di una società fortemente connessa ma meno mobile è necessaria. Forse in questa componente si può iniziare a intravedere una possibilità di cambio strutturale. Una volta superata la crisi Covid, occorrerà ottimizzare l’uso delle infrastrutture esistenti, sia su ferro che su strada. Dovremo continuare a puntare alla messa in coerenza dei sistemi di trasporto pubblico di massa e le porzioni di città densa. Il trasporto pubblico era e resta la soluzione preferibile per i processi di decarbonizzazione».

Come partecipare

In presenza (Green pass obbligatorio)

Per gli architetti: iscrivendosi sul portale Im@ateria. E’ obbligatorio presentare all’entrata il foglio di check-in cartaceo o direttamente dalla app im@teria. La conferenza è valida 2 CFP.

Per gli altri partecipanti: iscrizione via mail a info@fondazione-oage.org indicando il nome, cognome e il numero di telefono.

In streaming

Per tutti: iscrizioni sul portale di formazione di FOAGE www.formagenova.it.

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