Per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva e assicurare la realizzazione di interventi urgenti diretti a fronteggiare l’emergenza aviaria nel settore avicolo e quella relativa alla peste suina africana nel settore suinicolo, Confagricoltura ha lanciato alcune proposte concrete per le imprese che operano sui territori colpiti dalle ordinanze.

Proposte nazionali

In primis la proroga dei pagamenti del versamento dell’Iva, delle ritenute alla fonte e dei contributi previdenziali e degli altri tributi dovuti nel periodo compreso dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022.

I versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2023 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 6 rate mensili di pari importo entro il mese di giugno 2023. Le misure sono estese anche alle filiere impattate dalle misure di contenimento sanitario quali, ad esempio, gli agriturismi.

Per sostenere la liquidità delle imprese agricole, a fronte della fine delle moratorie bancarie e delle sospensioni fiscali e previdenziali, nonché del succedersi di eventi calamitosi ed epizoozie, si propone di sostenere la rinegoziazione ventennale del debito bancario, assistita da garanzia gratuita Ismea, prevedendo una dotazione di 10 milioni di euro.

Proposte regionali

Sul livello regionale, al di là della puntuale ricognizione sui territori colpiti, e lo stretto dialogo con le aziende e le amministrazioni locali dei territori “colpiti” dall’ordinanza le proposte sono:

Psr: istituzione di un bando sulla Misura 21, sulla falsariga di ciò che è stato attuato a completamento del “ristori” sul Covid, che con analoga impalcatura destini alle aziende delle zone colpite un ristoro per i mancati introiti. Dalla Regione è arrivato pieno sostegno al tutto e l’indicazione di massima sulla disponibilità di copertura economica piena del bando.

Psr: istituzione, sulle misure a superfice, di una indennità compensativa per le aziende coinvolte, nonchè, sempre per ciò che attiene alle misure a superfice, una deroga al raggiungimento dei parametri previsti dagli impegni annuali, o pluriennali, laddove le aziende coinvolte non abbiano possibilità di operare in pienezza di forze e di ordinarietà. Inoltre, in caso di limitazioni nello sfruttamento dei pascoli o nella fienagione, ovviamente prevedere indennità per l’acquisto di foraggi e mangimi. Dalla Regione è arrivata la disponibilità ad “esplorare” la fattibilità giuridico-tecnica delle proposte, senza alcuna apparente controindicazione.

Psr: allargamento, sulla Misura 10, della finanziabilità anche delle strutture/macchinari/pratiche necessarie agli allevamenti suinicoli per adeguarsi ai controlli di biosicurezza nella gestione aziendale. Dalla Regione è arrivata la piena disponibilità per l’attuazione.

Per quanto riguarda altri fondi è stato richiesto alla Regione di esplorare la possibilità di reperire fondi diversi dal Psr per prevedere risarcimenti per gli allevatori che siano colpiti dal virus e che debbano abbattere tutti i capi presenti in allevamento.

Infine sono state suggerite alcune deroghe da richiedersi ai ministeri competenti, e riprese nel sopra riportato intervento di Toti, utili ad alleggerire i danni diretti/indiretti alle aziende. Alcune di facile praticabilità, come l’allungamento del periodo di taglio nei boschi.

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