Carige sotto i riflettori in Borsa. Il titolo guadagna il 3,86% a 0,9196 euro. Oggi è il giorno in cui gli organi del Fondo interbancario di tutela dei depositi, azionista di controllo dell’istituto, si riunisce per valutare le offerte ricevute dai pretendenti interessati a rilevare la banca.

Nel corso del weekend, secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocor, il cda di Bper (+1,05% a Milano) ha dato via libera a una proposta migliorativa, che ridurrebbe a circa 600-700 milioni dal precedente miliardo la richiesta di ricapitalizzazione preventiva.

Sarebbe stato rivisto anche il prezzo dell’opa rispetto agli 0,8 euro proposti inizialmente e ampiamente superati dai corsi di Borsa. Bper punta così a superare la concorrenza di Credit Agricole Italia, mentre appare in seconda fila l’offerta non vincolante presentata dal fondo Cerberus.

L’acquirente, sempre secondo Radiocor, potrà contare sul “tesoretto” da 380 milioni rappresentanto dalle attività fiscali differite (Dta) grazie alla proroga al 30 giugno dei benefici fiscali connessi alle fusioni sancita dalla legge di Bilancio.

In una nota congiunta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci dichiarano: «Ci auguriamo che oggi si possa cominciare un percorso di lungo respiro in cui venga soprattutto tutelata la territorialità di Banca Carige, auspicando che la sede centrale resti Genova. In primis è necessario salvaguardare i risparmiatori e la filiera delle imprese che sull’istituto di credito hanno sempre contato e su cui continuano a contare. Una banca che deve essere un punto di riferimento centrale per la nostra Liguria, anche dal punto di vista occupazionale, così come lo è sempre stata in questi anni».

Una nota intersindacale del Gruppo Banca Carige di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin chiarisce la posizione dei rappresentanti dei lavoratori: “Per quanto ci riguarda, la valutazione delle proposte non può prescindere dall’esistenza di un progetto strategico di lunga durata che preservi il ruolo che la Banca ha sempre avuto nei territori e garantisca la tenuta dei livelli occupazionali e sociali, la salvaguardia professionale e retributiva ed eviti il ricorso ad una mobilità territoriale selvaggia. Noi siamo pronti ad affrontare il percorso negoziale, avendo chiaro che questi principi non sono sindacabili e il loro mancato rispetto non potrà che determinare le inevitabili e conseguenti forme di mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, come evocato nel nostro precedente comunicato stampa di fine luglio scorso. Chiediamo alle Istituzioni presenti nei vari territori di condividere questa nostra impostazione e di assicurare ogni appoggio ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali”.

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