Partiranno il 14 gennaio 2022 e dureranno meno di due anni e mezzo i lavori di ripristino e mitigazione del rischio idrogeologico finalizzati alla riapertura della Via dell’Amore, uno dei percorsi naturalistici più suggestivi del mondo tra Riomaggiore e Manarola, nelle Cinque Terre. Oggi, nella sede della Regione, la firma del contratto con il raggruppamento temporaneo di impresa tra le società Ghellert e Bertini, vincitrici della gara d’appalto.

«Siamo di fronte a una svolta storica – afferma Giovanni Toti, presidente della Regione – attesa da quasi un decennio dopo la chiusura del sentiero a causa di una frana. Avevamo promesso la firma entro Natale e così è stato. Si tratta di uno dei più importanti appalti che la struttura commissariale, di cui sono commissario straordinario, gestirà nei prossimi anni: la riapertura Via dell’Amore è un obiettivo fondamentale per questa giunta, non solo della promozione turistica, ma anche del recupero di quell’area, simbolo dell’integrazione tra un territorio molto fragile e dell’esigenza della sua opportuna valorizzazione. Questo traguardo è frutto della sinergia e della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, che ringrazio, con l’unico obiettivo di riaprire la Via dell’Amore nei tempi previsti e in piena sicurezza, consapevoli che si tratta di un intervento molto complesso, finanziato interamente con fondi pubblici. Con la firma di oggi garantiamo una prospettiva certa per la riapertura di questo sentiero panoramico unico al mondo a strapiombo sul mare, inserito in un contesto straordinario riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco».

L’assessore regionale alla Difesa del Suolo, Giacomo Giampedrone, sottolinea che «Regione ha finanziato interamente con fondi della Protezione civile per 2 milioni di euro il progetto di fattibilità, a cui si sono aggiunti anche 3 milioni di euro da parte del ministero dell’Ambiente. Quello che verrà realizzato è un intervento complesso e delicato, in un territorio bellissimo e fragile come quello in cui ci troviamo, da valorizzare e proteggere, come stiamo facendo. Questo intervento rappresenta un cambio di visione: non soltanto il ripristino dell’esistente ma un intervento di “resilienza” e protezione civile per proteggere da futuri eventi straordinari, sia dal mare che dal monte, una delle passeggiate più belle del mondo».

La durata dei lavori è stimata in 911 giorni (30 mesi). Il finanziamento complessivo di 13 milioni e 400 mila euro, di cui circa 9 milioni e mezzo per i lavori (9.412.895,45 euro), proviene dai ministeri dell’Ambiente e della Cultura, oltre che dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e da fondi regionali: le opere riguardano la messa in sicurezza dell’intero fronte a monte del percorso pedonale lungo circa 900 metri. Sono previsti anche interventi a protezione dall’azione del mare, al di sotto del sentiero che verranno realizzate con un separato appalto da 3 milioni di euro. Il progetto comprende l’installazione di reti, ancoraggi, chiodature e barriere paramassi distribuiti sul fronte roccioso a monte della Via dell’Amore, il consolidamento della galleria paramassi esistente, lunga 140 metri, la creazione di un suo prolungamento verso Riomaggiore per ulteriori 83 metri, la demolizione e il rifacimento totale di un altro breve tratto di galleria lato Manarola (17 metri). Inoltre è previsto il rifacimento della pavimentazione di tutta l’infrastruttura, nuove ringhiere e un rinnovato arredo urbano oltre all’installazione di un’importante rete di sensori per il monitoraggio.

«Accanto al contributo del ministero dell’Ambiente − dice Giampedrone − sono stati assegnati alla Regione 7 milioni di euro dal ministero della Cultura con il Piano Operativo “Cultura e Turismo” del programma Fsc 2014-2020 per garantire concretamente la realizzazione dell’intervento. La parte di valorizzazione, che sarà realizzata successivamente ai lavori di ripristino, assicurerà un’adeguata attività promozionale non solo per la Via dell’Amore, ma anche per il supporto dei sistemi agricolo forestali, dei nuclei urbani, dei manufatti rurali, delle architetture difensive e religioso-devozionali presenti lungo il percorso e nell’intera area del Parco per un’offerta culturale completa e testa ad un turismo sostenibile in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale delle Cinqueterre e il Comune di Riomaggiore».

Un tassello fondamentale «nel percorso che ci avvicina alla riapertura della Via dell’Amore, con la sua restituzione alle Cinque Terre – aggiunge il presidente del Parco, Donatella Bianchi – Questa è stata la priorità di tutte le istituzioni coinvolte. È un segnale importantissimo per le comunità e tutti coloro che amano le Cinque Terre nel mondo».

Per il sindaco di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia, «fin dall’inizio di questo percorso c’è stata un’unione di intenti con il Commissario e la Regione, nella consapevolezza che si tratta di un’opera strategica per le Cinque Terre e per tutta la Liguria. Seguiremo con attenzione tutta la fase dei lavori, al termine dei quali la riapertura della Via dell’Amore rappresenterà un’ulteriore svolta per le Cinque Terre che dovremo essere capaci di gestire al meglio. I presupposti ci sono tutti, perché la collaborazione istituzionale è stata e continua a essere ottima e continueremo su questa strada».

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