Oltre 1700 morti in più nel Comune di Genova nel 2020 rispetto alla media 2015-2019. A farne le spese soprattutto gli over 80. Lo dimostra un’indagine sui dati Covid-19 a Genova per capire l’impatto del virus sulla città e fornire ai cittadini gli strumenti per comprendere e interpretare in modo oggettivo i dati e le analisi proposte ogni giorno dai mezzi di comunicazione di massa è stata condotta dal vicesindaco e assessore alla salute, professore Massimo Nicolò e dal professore Massimo Maresca, ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni presso il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova.

Secondo la ricerca, confrontando il numero di decessi registrati a Genova nel 2020 e 2021, gli anni della pandemia, con quelli del quinquennio 2015-2019, il fenomeno Covid-19 risulta evidente nei mesi di marzo, aprile e novembre del 2020, e contenuto, se non assente, negli altri mesi del 2020 e nel 2021. I dati mostrano anche che a Genova, come nelle altre città italiane, il Covid-19 ha mietuto la maggior parte delle sue vittime tra le fasce più anziane della popolazione.

Nel 2020, rispetto alla media dei decessi tra il 2015 e il 2019, ci sono stati +731 morti tra le persone oltre i 90 anni, +719 nella fascia 80-89, +310 tra i 70 e i 79 anni, fino ai +20 tra i cittadini compresi tra i 50 e i 59 anni.

Il testo integrale dello studio è consultabile qui

«La ricerca che abbiamo condotto insieme al professore Massimo Maresca – dichiara Nicolò – partendo dai numeri, vuole fornire un quadro oggettivo della situazione per quanto riguarda i dati sui decessi in città negli ultimi anni, sottolineando l’impatto, evidente, prodotto dall’emergenza sanitaria sul numero di vittime, che è aumentato in maniera sensibile tra gli anziani. Ma l’obiettivo a cui teniamo di più è un altro, ovvero dotare i nostri concittadini, travolti ogni giorno da una quantità enorme di informazioni sanitarie, non sempre filtrate da professionisti del settore, gli strumenti e le nozioni di base che servono loro per distinguere le notizie verificate dalle fake news».

«Il lavoro svolto con il Comune di Genova – commenta Maresca – ha avuto per oggetto la visualizzazione dei dati di mortalità estratti dall’anagrafe e dallo stato civile, con l’obiettivo di fornire alla popolazione un quadro di riferimento oggettivo nel quale collocare la miriade di informazioni da cui è costantemente bombardata. L’informazione è resa disponibile attraverso la piattaforma T-Space, una social network in corso di sperimentazione presso i laboratori dell’Università. L’obiettivo della sperimentazione è quello di esplorare il mondo della social analytics, che combina due temi di estrema rilevanza, le social network e la data analytics. La social analytics abilita i singoli a sviluppare e pubblicare analisi di fenomeni e ad essere in tal modo protagonisti attivi sulla rete. È l’idea originale di internet calata nel mondo dei dati».

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