Se andasse in porto l’operazione Bper il centro decisionale di Carige non sarebbe più a Genova però l’importante è come la banca continuerà a offrire il suo servizio al territorio. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Banca Carige, Francesco Guido, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione dell’iniziativa di sostegno della banca ligure al progetto “La casa sull’albero” dell’Associazione Gaslini onlus.

Francesco Guido

«Bisogna capire – ha detto Guido – quale sarebbe l’effettivo vantaggio del territorio. Il territorio non avrebbe un vantaggio dall’avere il centro decisionale posizionato in via Cassa di Risparmio ma dalla possibilità della banca di poter servire le imprese, le famiglie, di garantire i posti di lavoro. Da questo punto di vista credo che il valore, le prospettive e il significato dell’operazione per la Liguria dipendano dalle qualità del soggetto che entra il Carige e quindi dal servizio che sarà in grado di offrire alla Liguria».

Guido ha aggiunto che se la banca scompare come soggetto autonomo d’altra parte «ci sono scelte industriali, imprenditoriali che possono mantenere il marchio, che può comunque essere valorizzato. Abbiamo visto scelte diverse da parte di singoli acquirenti nel corso degli ultimi anni».

L’ad di Carige ha sottolineato che l’operazione è materia «che compete esclusivamente all’azionista di maggioranza. È evidente che una legge che incentiva le operazioni di aggregazione scadrebbe il 31 dicembre e con ogni probabilità dovrebbe essere prorogata al 30 giugno del prossimo anno e quindi è ragionevole aspettarsi entro questa data delle offerte. L’operazione per la società aggregante vale 350 milioni di capitale in più che si ritroverebbe per la trasformazione dei crediti di imposta differiti in capitale».

Guido ha tenuto a precisare che   «Carige non ha bisogno di essere salvata, vorrei smitizzare questo tipo di ragionamento – ha spiegato – perché purtroppo è una banca che non viene raccontata per quello che è il suo presente. Carige è una banca che nei primi tre trimestri del 2021 ha realizzato una crescita dei ricavi del 15,9%, quando la media del sistema è stata del 2,3%. È una banca che ha contenuto i costi del 2% mentre il sistema è cresciuto, che ha un profilo di rischio più basso rispetto alla media di mercato. Deve approdare necessariamente a una combinazione di business. Come tutte le banche italiane, a eccezione di una, ha necessità di ingrandirsi per assicurare un sostegno al territorio, quindi Carige non ha una condizione di necessità, se non quella di affrontare delle scelte di crescita e rafforzamento. Carige rappresenta un’opportunità di crescita importante per un numero significativo di partner bancari, chiaramente dipende dalla capacità di una singola banca di poter intraprendere un percorso di aggregazione, un requisito non comune a tutti. Sul fatto che rappresenti un’opportunità industriale credo che non ci siano dubbi, perché è una banca pulita, sana, con una vitalità di gran lunga superiore rispetto alla media di mercato».

Quanto a Bper si tratta di «uno dei principali gruppi bancari italiani, con una rete di sportelli molto importante e ambizioni di crescita significative, che ha già manifestato attraverso delle partecipazioni importanti in altre banche di medie dimensioni come la Banca Popolare di Sondrio, quindi è un organismo assolutamente vitale e importante come altre banche italiane ».