Sarà il paesaggio l’elemento distintivo e unificante per innovare e reinterpretare la storica vocazione al turismo balneare e outdoor di Finale Ligure, costruire una nuova offerta turistica e comunicare l’identità del territorio. Con un’attenzione particolare alla sensibilità emergente verso forme di turismo sostenibile e consumo responsabile.

Mettere a sistema territorio, esperienze, ospitalità, prodotti e servizi, per garantire qualità della vita agli ospiti e ai residenti. Innovare, diversificare, integrare e rendere accessibile e sostenibile l’offerta turistica, puntando alla destagionalizzazione e alla valorizzazione delle risorse locali. Creare un modello di governance pubblico-privato per l’organizzazione e l’attivazione di progettualità condivise. Sono questi gli obiettivi del Piano Strategico per lo sviluppo turistico di Finale Ligure per il biennio 2022-23, presentato ieri a operatori e stakeholder dal Comune di Finale Ligure, insieme a DE.DE – Destination Design, la rete di imprese assegnataria del servizio di gestione della destinazione.

Con 8 km di coste, 44 stabilimenti balneari, oltre a 9 spiagge libere, Bandiera Blu per 7 anni consecutivi dal 2015, 187 strutture ricettive, di cui 74 strutture alberghiere (40%) e 113 strutture extralberghiere (60%),1692 alloggi registrati come Appartamenti Affitto a uso Turistico, 2000 km di sentieri, 3.500 vie di arrampicata, oltre 150 mountain bike trails, Finale Ligure si conferma come destinazione balneare e outdoor.

Una vocazione storica e consolidata, che oggi si arricchisce puntando sul paesaggio, come elemento distintivo e unificante che caratterizzerà la comunicazione e il posizionamento della destinazione nei prossimi anni. Con una particolare attenzione per la sensibilità emergente verso il consumo responsabile e il turismo esperienziale e di prossimità. Paesaggio, comunità, sostenibilità e benessere sono le caratteristiche su cui puntare per far emergere l’identità territoriale di Finale Ligure.

«Oggi – commenta Ugo Frascherelli, sindaco di Finale Ligure – l’obiettivo del turismo dev’essere quello della diversificazione, e lo si sta già facendo, per esempio promuovendo nuove formule, come quella del cicloturismo e delle vacanze attive, come nel caso del trekking, dell’arrampicat. Inoltre, le aziende del settore devono prestare sempre più attenzione ai clienti, soprattutto ai turisti stranieri. L’Italia è il primo Paese in Europa per quanto riguarda i numeri del turismo, e lo resta anche dopo la crisi causata dal Covid, che ha ovviamente avuto un impatto molto forte su questo settore. Il turismo vale il 13% del pil tricolore, quindi è fondamentale proteggerlo e ogni Comune che abbia il privilegio di possedere una forte attrattività turistica deve fare la sua parte con coraggio e lungimiranza”.

«Non esiste una quantità fissa di attrazioni turistiche nel mondo che stanno per essere seppellite da una valanga di nuovi visitatori – precisa Claudio Casanova, assessore al Turismo, allo Sport, alla Cultura del Comune – non esiste un limite fisso o dato su cosa le persone potrebbero trovare interessante; il valore viene continuamente creato e ricreato ed è il territorio a farlo insieme alle comunità residenti. L’esistenza del turismo e dei viaggi è legata a quella di altre forme di vita economiche e culturali, il turismo deve integrarsi con queste attività. Il suo sviluppo può portare sostentamento e benessere a molte aree, per esempio le zone dell’entroterra, che, diversamente, sarebbero prive di attività. Lo stiamo vivendo oggi. È un valore che dobbiamo imparare a conoscere e preservare, affinché possa generare ricchezza economica e sociale”.

Secondo l’assessore al Turismo della Regione Liguria Gianni Berrino »«La creazione di un piano strategico di sviluppo turistico per la destinazione Finale Ligure va nella direzione giusta per amplificare la sua fama di meta outdoor e cicloturistica di eccellenza e incrementare in maniera mirata, secondo criteri di sostenibilità, le diverse sfaccettature dell’offerta turistica locale che spazia dai borghi, al mare, all’enogastronomia».

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