La coalizione anti-Bucci a Genova traballa. A tal punto che potrebbe anche crollare in tempi piuttosto rapidi. È quanto riporta l’agenzia di stampa Dire.

Secondo quanto risulta all’agenzia Dire, in ambienti dem romani si starebbe facendo largo un’ipotesi piuttosto inaspettata fino a qualche settimana fa: Pd da solo al primo turno, poi se ne riparla per il ballottaggio. Un po’ come avvenuto a Savona, con il successo del candidato civico ma vicino ai dem, Marco Russo. Una mossa che difficilmente andrebbe giù agli alleati, sia perché in molti sono convinti che andando sparsi al primo turno si consegnerebbe direttamente il secondo mandato a Marco Bucci e al centrodestra, senza necessità di ballottaggio, sia perché non pochi a quel punto saluterebbero definitivamente la comitiva, a prescindere dal risultato del primo weekend di voto. In tanti e su più fronti politici iniziano a essere “stufi della melina del Pd, che ad ogni riunione trova una scusa diversa per rimettere tutto in discussione e che non ha ancora fatto un nome, uno, di possibile candidato né si espresso su quelli proposti da altri”, racconta chi osserva i giochi da vicino, dietro assicurazione di anonimato.

La pazienza, osserva l’agenzia, ha quasi raggiunto il limite, anche perché in passato soprattutto dall’ala più progressista, erano arrivate alcune aperture a discutere di candidature non esclusivamente civiche, ma anche politiche e di area dem. Ma il Pd rischia di aver perso il turno. Ora tutti gli alleati sembrano volere un nome civico, competente, che non arrivi dai partiti, ma che abbia una buona conoscenza politica e della città, possibilmente avulso dai giochi di potere del porto. I nomi sono sempre quelli: il sindacalista Ivano Bosco, la prorettrice Adriana Del Borghi, l’avvocato Filippo Biolè. Il Partito democratico non è convinto o ha qualche asso nella manica che non si gioca perché potrebbe essere inviso a qualche forza alleata? Le correnti di pensiero sono le più disparate. C’è chi pensa che i dem siano semplicemente allo sbaraglio e non siano in grado di trovare un proprio nome che vada bene a tutte le correnti interne al partito: in questo caso, le primarie sembrerebbero inevitabili. C’è chi, invece, crede che alla fine il Pd voglia far rientrare Italia viva, facendo di fatto fuori il Movimento 5 Stelle. E, in questo caso, gli indizi arriverebbero dalla Spezia dove il partito ha approvato all’unanimità la candidatura del medico di Emergency, Alberto Nardini, che tuttavia non ha ancora sciolto le riserve, ma che potrebbe essere sostenuto dalla renziana Raffaella Paita e dall’ex presidente dell’autorità portuale, Lorenzo Forcieri. Non dal resto della coalizione di centrosinistra, però, che finora aveva condiviso con i dem il percorso per la candidatura di Guido Melley.

Se anche a Genova si scegliesse una strada simile, secondo Dire in ambienti dem locali non viene del tutto esclusa la possibilità che si possa nuovamente coinvolgere l’avvocato Ariel Dello Strologo. Dagli alleati, per ora, nessun veto su alcun nome, ma neppure più tanta disponibilità ad attendere. Tutti i nodi potrebbero arrivare al pettine giovedì prossimo, alla riunione che per alcuni potrebbe essere “decisiva, soprattutto se in negativo”.

«Leggiamo con stupore – si legge in una nota della Lista Sansa diffusa ieri e sottoscritta dal capogruppo regionale Ferruccio Sansa, da Stefano Quaranta, coordinatore regionale e Selena Candia, consigliera – che la riunione convocata domani dal Pd dovrebbe essere una sorta di ultimatum alla coalizione. Noi auspichiamo viceversa che sia un’occasione di dialogo e risposte a questioni decisive, che poniamo con trasparenza, per partire finalmente insieme. Siamo, dovremmo essere, alleati; non avversari. La città e le forze politiche hanno atteso per mesi, con rispetto e fiducia, che si celebrassero tutti i passaggi interni al Pd: congressi, segreterie, convention… Ora non c’è più tempo, è il momento delle scelte. Lo chiedono preoccupati tantissimi cittadini che non si riconoscono in questa amministrazione comunale e le tante associazioni che in questi mesi, in modo lodevole, hanno spesso svolto un ruolo di supplenza della politica. Un’altra Genova è possibile ed è nostra responsabilità riuscire a progettarla insieme con la coalizione. Giovedì dunque auspichiamo sia un momento di confronto vero e di risposte:

1. Il Pd vuole costruire un’alleanza ampia e competitiva o ritiene di presentarsi da solo al primo turno per poi magari convergere dopo? 2. Gli interlocutori sono coloro che si sono schierati all’opposizione di Bucci o Italia Viva che ne esalta l’operato? 3. Si pensa di scegliere insieme un candidato, individuandone un identikit condiviso, o si vuole andare a primarie o perfino divisi alle elezioni senza aver fatto prima un tentativo comune e senza aver avanzato da parte del Pd alcuna proposta di candidatura agli alleati? 4. Ci daremo finalmente delle sedi comuni e pubbliche per approfondire la nostra idea di città (come Lista Sansa e Linea Condivisa hanno provato a fare con l’iniziativa dell’Ariston)?

Da parte nostra – conclude la lista Sansa –  continueremo nei prossimi giorni a parlare alla città e a organizzare momenti di confronto aperti, volti alla raccolta di idee e progetti, a tutti coloro che si sentano alternativi ai valori e al modo di gestire l’amministrazione comunale di Bucci. Questo – conclude la nota – si aspettano dalla nostra coalizione i genovesi. E noi da mesi, anche attraverso consultazioni ed incontri, stiamo lavorando per darglielo.

“Genova che osa alla notizia della riunione convocata dal Pd  risponde con un comunicato in cui annuncia: «Domani, venerdì 10, alle 18, faremo un momento di discussione per raccontare com’è andato l’incontro organizzato dal Pd e per condividere con te le nostre impressioni. Clicca qui  e registrati per partecipare (si svolgerà online)».

«Noi – si legge nella nota – crediamo che la lotta alle disuguaglianze sia la priorità su cui impostare la cultura, il pensiero e le proposte delle forze progressiste della città. Le disuguaglianze crescenti sono il fattore che alimenta il declino di Genova. L’impegno per contrastarle è necessario per dare una diversa direzione alla nostra città, per governare e per sconfiggere Bucci e il centrodestra. Da una parte c’è una città capace di dare a tutte le persone gli strumenti e i mezzi per indirizzare i propri sforzi verso ciò che hanno autonomamente scelto e non verso ciò che è stato determinato dalla lotteria del destino. È la città per cui crediamo necessario impegnarci: una Genova più eguale e solidale. La lotta alle disuguaglianze deve essere una priorità molto chiara, enunciata senza equivoci, senza confusione senza ambiguità».

Dall’altra parte «c’è il progetto di Bucci e del centrodestra, che è molto chiaro e per nulla ambiguo e, per questo, può essere contrastato solo con altrettanta nettezza. La Genova di Bucci e del centrodestra è una città sempre più escludente, che lascia ai margini chi si trova indietro, sia una persona giovane o donna, straniera o residente in periferia. La Genova di Bucci e del centrodestra è una città che non ridistribuisce opportunità e occasioni, che accresce il benessere per chi già sta bene, nell’idea che tutte le altre persone possano accontentarsi delle briciole. Una città di plastica che nasconde le disuguaglianze dietro una ricerca ossessiva del decoro, della pulizia, della sicurezza. Una città che toglie 8 milioni alla scuola e ne spende 9 in più per la polizia locale. Al Pd dunque diremo questo, che bisogna essere chiari e precisi sulla priorità della lotta alle disuguaglianze. Gli chiederemo, come chiederemo alle altre forze politiche e alle candidate e candidati che verranno, un impegno preciso in questa direzione e di farsi carico delle proposte che abbiamo presentato e presenteremo a riguardo».

Genova che osa annuncia che «Nell’incontro ricorderemo le proposte che abbiamo già presentato: l’eredità per l’autonomia dei giovani e il definanziamento della polizia locale per costruire il primo liceo della Valpolcevera. Poi parleremo delle proposte che stiamo scrivendo: una proposta per il recupero degli spazi vuoti in città e un manifesto della notte, perché Genova deve offrire opportunità, cultura e divertimento anche di notte. Puoi leggere le nostre proposte – scrive Genova che osa rivolgendosi al cittadino – cliccando qui . Puoi registrarti per partecipare alla discussione venerdì 10 alle 18 cliccando qui . Bucci può essere sconfitto, ma solo da un centrosinistra con le idee chiare e un progetto di città davvero alternativo. Per questo insistiamo sulla questione delle disuguaglianze e su proposte innovative e radicali. Inizieremo una forte campagna di pressione sul centrosinistra affinché sposi il nostro punto di vista. Per avere successo, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Per questo – conclude la nota ti chiedo di farmi sapere come la pensi e se vuoi, di partecipare all’incontro che svolgeremo venerdì 10, alle 18 (registrati cliccando qui).

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