Le incertezze legate alla variante Omicron tornano ad affondare le Borse europee, specie dopo le parole del ceo di Moderna, Stéphane Bancel, che al Financial Times ha detto di attendersi un “calo sostanziale” dell’efficacia dei vecchi vaccini contro la nuova variante e la necessità di alcuni mesi prima di poter avviare un produzione su larga scala di nuovi vaccini.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in calo dell’1,46%, a 25.661 punti. Giù anche le principali Borse europee: Londra l’indice Ftse 100 cede l’1,04% a 7.035 punti, a Francoforte il Dax perde l’1,07% a 15.117 punti mentre a Parigi il Cac 40 arretra dell’1,43% a 6.679 punti.

Chiudono in rosso anche le asiatiche: Tokyo cede l’1,6% e Seul del 2,4%. Poco mosse Shanghai e Shenzhen.

A Milano tutti i titoli in rosso, tranne Diasorin e Atlantia, che in avvio di contrattazioni guadagnano, rispettivamente, l’1,97% e lo 0,12%. Pesanti Stellantis, che perde oltre il 3%, Leonardo (-2,71%) e i bancari.

Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre in aumento a 131 punti. Il rendimento del decennale italiano è allo 0,97%.

Euro in aumento rispetto al dollaro e in calo sullo yen sui mercati valutari. La moneta unica europea è scambiata poco dopo le 8.30 a 1,1315 dollari con una crescita dello 0,21%. Rispetto allo yen l’euro passa di mano a 128,0300 con un calo dello 0,12%.

Il timore della variante Omicron pesa anche sul prezzo del petrolio: il greggio con consegna a gennaio 2022 passa di mano a 67,49 dollari con un calo del 3,52%. Il Brent con consegna a gennaio è scambiato a 70,83 dollari con un calo del 3,55%.

Oro in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna a febbraio 2022 passa di mano a 1.793,40 dollari con una crescita dello 0,46%.

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