“La mia politica in cucina”: il titolo del libro di Renata Briano (ed. Leucotea) dice già molto della sua genesi e della sua impostazione.

Per l’autrice la politica è stata – ed è ancora, in modo diverso dal passato – importante: Briano, genovese, ha ricoperto le cariche di assessore all’Ambiente della Provincia di Genova (2000-2010) e della Regione Liguria (2010-2014) e di europarlamentare del Pd (2014-2019). Al centro del suo impegno politico e personale, l’ambiente. Laureata in Scienze naturali, è stata ricercatrice all’Istituto Tecnologie Didattiche del Cnr e responsabile del servizio di informazione, formazione, comunicazione ed educazione ambientale di Arpal.

Tra il 2018 e il 2019 ha capito di non voler più fare politica nel senso tradizionale del termine e si è dedicata all’altra sua grande passione, la cucina. Si è diplomata cuoca professionista al Centro europeo di formazione e ha aperto un blog (qui il link ) in cui riporta ricette e dà consigli utili a chi cucina. Le linee guida del blog sono la ricerca della qualità, la riduzione degli sprechi, l’utilizzo degli avanzi, la ricerca di prodotti stagionali. È facile vedervi la connessione con il suo impegno politico. “La cucina come continuazione della politica con altri mezzi”, si potrebbe dire, adattando la famosa enunciazione del generale von Clausewitz. Al blog è seguito il libro, impostato sugli stessi principi.

Deve essere chiaro, però, che tanto il blog quanto il libro non sono manuali dietetici o estrinsecazioni di principi teorici. Contengono ricette che intendono soddisfare il gusto e la fantasia. E ci riescono. Il libro ne contiene 119, riportate senza un ordine preciso ma suddivise solo da un codice cromatico: gli antipasti in giallo, i primi in rosso, i secondi in arancione, i contorni in verde, le torte salate e i lievitati in violetto, i dolci in azzurro. «Qua e là – precisa l’autrice nell’introduzione – ho inserito qualche prezioso consiglio e le fantastiche ricette che negli anni mi hanno preparato amici e parenti (sono quelle con la cornicetta)».

L’impronta ligure è netta, sia nella presenza di numerose ricette sia anche perché la riduzione degli sprechi e l’utilizzo degli avanzi sono punti fermi della nostra tradizione culinaria. Ma nell’insieme il libro contiene una rassegna di piatti di tutta la cucina italiana, forse con una certa propensione per l’area mediterranea ma senza trascurare il resto della penisola, dal Sud al Nord, fino al Trentino e alla Valle d’Aosta. Non mancano piatti “d’invenzione” come la “Tartare di orata e albicocche”, e alcuni di ispirazione straniera, forse frutto del soggiorno di Briano a Bruxelles, come la Tartare di trota e crema acida” o il pane Naan, di origine indiana (l’autrice ha lavorato nella delegazione europarlamentare per l’India), semplicissimo da preparare e adatto tanto a raccogliere sughi e salse quanto a essere farcito.

Su Renata Briano vedi anche qui.

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