Hennebique, cantiere al via: stazione marittima, un hotel, case per studenti entro fine 2023

L'hotel (circa 200 camere) sarà un quattro stelle gestito dal gruppo Una

Hennebique, cantiere al via: stazione marittima, un hotel, case per studenti entro fine 2023

Al via il cantiere per il recupero dell’Hennebique di Genova, l’ex silos granario di architettura liberty costruito nel 1901 e in abbandono da oltre cinquant’anni. Due anni di lavori per terminare il tutto entro la fine del 2023. Un investimento di 130 milioni, secondo quanto riferito da Cristian Vitali, architetto e amministratore delegato di Vitali spa, gruppo lombardo attivo nel settore real estate e delle grandi infrastrutture.

Cristian Vitali

Gli oltre 40 mila metri quadrati di superficie verranno convertiti in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. L’innovazione tecnologica dei processi, i macchinari di ultima generazione e la specializzazione nel settore, consentiranno a Vitali spa di gestire le attività di cantiere minimizzando l’impatto ambientale e seguendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

L’Hennebique è stato il primo edificio in Italia a essere stato costruito, tra il 1899 e il 1901 utilizzando il brevetto del calcestruzzo armato a vista. Un’innovazione edile straordinaria per l’epoca che venne applicata, a sua volta, da Francois Hennebique, da cui, non a caso, l’edificio riprende il nome. L’impianto fu pensato fin dal principio come un vero e proprio automa industriale capace di “ingerire” e insaccare quantitativi massicci di granaglie. Non da ultimo, il collegamento diretto con due binari ferroviari permetteva un rapido trasferimento della merce e sigillava l’indispensabile collegamento terra-mare.

Cristian Vitali spiega: «Hennebique darà  ottimi risultati in termine di ritorno di investimento. Il nostro progetto ne valorizza le caratteristiche ed è rispettoso della storia pur arricchendolo con infrastrutture digitali. Sarà una macchina domotica rispettando i principi Esg».

Sono quattro le funzioni principali dei 45 mila metri quadrati: la torre centrale sarà dedicata al “blue innovation forum” (12 mila mq), che ospiterà uffici, sarà sede delle partecipate della Regione Liguria, ma anche di uno spazio per meeting, congressi e un centro ricerche, dotato delle tecnologie più innovative.

La nuova stazione marittima, un secondo terminal crociere, occuperà i primi due piani (circa 6 mila mq) oltre a 4 mila mq di servizi dedicati ai crocieristi. Stazioni Marittime ha sottoscritto un contratto di locazione ventennale.In tutto ciò si inserisce anche l’allungamento della banchina di Levante di Ponte dei Mille, che consentirà di aumentare di più del 50% i flussi crocieristici a Genova.

Federico Solimena, presidente di Stazioni Marittime spa conferma la centralità della struttura: «L’adesione al contratto è stato deliberato all’unanimità. Quel riempimento di 15 metri tra il muro perimetrale e il mare consente una maggiore sicurezza per sbarco e accosto». L’a.d. Edoardo Monzani annuncia che presto potrebbe essere presentato un progetto per acquisire ulteriori spazi. «Abbiamo avuto un 2020 disastroso. Nella seconda metà del 2021 ci attesteremo attorno ai 400 mila passeggeri, ma nel 2019 eravamo a quota 1,4 milioni. Questa realizzazione ce li farà superare. La ricaduta sul territorio è di 300 milioni euro all’anno che possono essere aumentati».

La parte ricettiva sarà concentrata nelle due ali laterali dell’edificio. L’hotel sarà un quattro stelle del Gruppo Una (catena alberghiera italiana di proprietà Gruppo Unipol spa), rivela Vitali: «Abbiamo preferito puntare su un brand italiano e di qualità, visto che questa era la richiesta delle compagnie crocieristiche. Inoltre sul tetto sono previsti la piscina dell’hotel, spazi di ristorazione diversi sia per cibi sia per tipologie di utenza». L’hotel (13 mila mq) avrà circa 200 camere. I ristoranti saranno aperti anche al pubblico esterno e raggiungibili con ingressi dedicati.

L’altra ala ospiterà le “student house” (10 mila mq) ossia mini appartamenti dedicati soprattutto agli studenti universitari, ma anche a docenti e ricercatori: 250 i posti letto. Saranno attive 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con spazi di coworking, dando così anche un servizio di sorveglianza.

Il complesso sarà diviso quindi in tre settori, il centrale e le due ali. Maurizio Tosi, partner di Starching Milano, spiega: «Per quanto riguarda la riqualificazione della facciata abbiamo eliminato le parti aggiunte più recenti per riportarla all’ordine originale. La parte di edificio non più recuperabile sarà svuotata con la creazione di due corti che saranno il cardine della flessibilità dell’Hennebique».

L’intervento ha previsto anche uno studio della permeabilità dell’edificio. Le funzioni commerciali/pubbliche sono state posizionate al piano terra per permettere un’efficace
funzionalità dell’edificio come attrattore di quartiere. L’inserimento di due nuovi volumi con struttura portante in acciaio e corti centrali permettono l’ingresso della luce naturale in tutti gli ambienti. Contestualmente, la volumetria sottratta dalla creazione delle corti viene traslata in copertura con la creazione di nuovi volumi vetrati.

 

Nel progetto è anche previsto un impianto talassotermico.

Le demolizioni

«Quello di oggi è un momento storico per la città di Genova e per tutta la Liguria – commenta Giovanni Toti, presidente di Regione Liguria – un passo fondamentale e concreto all’interno di un percorso lungo e delicato, nel quale si mette un punto fermo. Grazie al lavoro congiunto e sinergico di Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità portuale diamo corpo al rilancio e alla riqualificazione di uno dei luoghi più significativi del fronte mare di Genova. L’Hennebique, oltre a essere un edifico di straordinario valore storico, si trova in una zona assolutamente strategica della città, incastonato tra la stazione marittima e la facoltà di Economia e Commercio. Riqualificare a dare nuova vita a questo edificio significa fornire opportunità di lavoro e sviluppo alla città, in particolare penso al settore crocieristico, ma anche inserire un ulteriore tassello nel più ampio piano di rigenerazione del fronte mare della città, che parte dal waterfront di Levante e dalla Fiera e ha la sua naturale prosecuzione nel Porto antico e, appunto, nell’Hennebique».

Marco Bucci, sindaco del Comune di Genova, aggiunge: «Il piano per la riqualificazione di uno spazio così strategico per la città come quello dell’ex silos di Hennebique è stato uno dei primi impegni che mi ero preso con la città, ancora prima di diventare sindaco. In questi anni, insieme a Sistema di Autorità Portuale e Regione Liguria, abbiamo lavorato duro perché si potesse arrivare a dare una nuova vita ad uno spazio di elevate dimensioni, che rappresenta un pezzo di storia del lavoro della città ed in particolare del suo porto, e che ha un notevole impatto visivo sia per le persone che arrivano in città dal mare, sia per coloro che entrano nel cuore di Genova attraverso la strada Sopraelevata o via Gramsci. Con la partenza dei primi cantieri possiamo cominciare a fare il conto alla rovescia e a immaginare che significato avrà un fronte mare riqualificato anche in questo spazio con attività di servizio al territorio e ai turisti: siamo orgogliosi di aver mantenuto la promessa, ulteriore dimostrazione di quanti passi in avanti la città stia facendo in questi ultimi anni».

«Sono state fondamentali la sinergia e la collaborazione tra istituzioni e operatori privati per trovare le giuste soluzioni per organizzare logisticamente il cantiere senza interferire con l’attività portuale – dichiara Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che è la stazione appaltante di Hennebique – Genova in questo momento sta imboccando un periodo in cui sarà molto sollecitata. Abbiamo in campo alcune grandi opere fondamentali per il porto e l’economia di Genova che potranno avere alcuni effetti sulla vita quotidiana della città. Stiamo entrando in un momento di grande fermento durante il quale bisognerà aver e un pò di pazienza ma che vedrà la rinascita di questa importante parte del fronte mare».

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