Il Covid non dà tregua neppure ai Paesi europei dove sono state adottate misure drastiche di contenimento e portate avanti vaste campagne di vaccinazione. L’Alta Austria e Salisburgo hanno deciso che introdurranno un lockdown generalizzato per vaccinati e non vaccinati a causa dell’alta incidenza di casi Covid e della pressione sugli ospedali. L’annuncio ufficiale è atteso è per i prossimi giorni. In Belgio torna l’obbligo di lavorare da casa. In Germania si è avuto boom di contagi, oltre 65mila nuovi casi in 24 ore, e i ministri dei Länder incontreranno il governo centrale per studiare nuove misure.

In Italia, dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, «per la quarta settimana consecutiva si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+32,3%) come documenta anche la media mobile a 7 giorni, che in un mese è triplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembre. E per quanto riguarda la Liguria, in tutte e 4 le province liguri si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100 mila abitanti».

In Italia oggi si è tenuta l’ultima riunione della Conferenza delle Regioni per stabilire eventuali nuove misure se i dati peggioreranno. La ministra Gelmini aveva già anticipato che «se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi credo che dovremmo tenere in seria considerazione le istanze delle Regioni», riferendosi alle restrizioni per no vax. In effetti le Regioni sembra stiano orientandosi verso una stretta sul green pass e sulla possibilità di circolazione per chi non si vaccina. Governatori di centrodestra come Fedriga e Toti sono sostanzialmente sulla stessa linea del governatore toscano Giani, per il quale se si vuole partecipare alla vita sociale bisogna immunizzarsi.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha chiesto al presidente del Consiglio un incontro urgente con il governo. «È urgentissima – sottolinea Fedriga – una comune riflessione governo-Regioni sulla tenuta delle regole attualmente vigenti che furono adottate in assenza dell’attuale percentuale di vaccinati e dello strumento della certificazione verde. (…) Occorre individuare interventi condivisi partendo dalla considerazione dei danni economici incalcolabili legati all’incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività e dobbiamo accelerare la campagna vaccinale, partendo sin da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini».

Nella Conferenza Toti è stato esplicito e ha chiesto che la zonizzazione del Paese, quindi la divisione in zona gialla, arancione o rossa, valga soltanto per i non vaccinati. «Il 90% degli italiani – ha spiegato – non può essere tenuto in scacco da un 10% che non comprende l’importanza del vaccino e che vorrebbe dettare alla stragrande maggioranza dei cittadini le proprie rumorose regole. I vaccinati invece potranno continuare a organizzare la propria vita, il lavoro, la socialità. Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno, soprattutto dobbiamo dare la certezza ai lavoratori di tutti questi settori che il Paese non richiuderà».

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