Coldiretti ha presentato il nuovo progetto Stamoil: la prima “start culture” per l’oliva taggiasca, alla ventesima edizione di OliOliva, la manifestazione che ha portato in strada a Imperia stand, eventi e laboratori per far vivere a cittadini e turisti un viaggio attraverso i prodotti tipici del territorio ligure, con protagonista d’eccellenza l’olio extravergine d’oliva Taggiasca e si è concluso ieri.

Stamoil nasce dall’incontro tra tecnologia e natura, con l’obiettivo di gettare le basi per una filiera agroalimentare in cui si rilanci un prodotto della tradizione olivicola ligure, nel pieno rispetto dei processi naturali e nell’ottica di un’eccellenza garantita e sicura.

Il progetto, realizzato da Coldiretti Imperia in collaborazione con Micamo (spin off dell’Universitá di Genova), Active Cells (ente di ricerca nel settore delle Biotecnologie) e le aziende olivicole Bassan, Siffredi e Fazio nell’ambito della Misura 16.2 del PSR 2014-2020, si inserisce inoltre nel più ampio e delicato scenario di crisi produttiva che sta investendo il settore. Le aziende liguri impegnate nella trasformazione dell’oliva non utilizzano microrganismi starter, come invece avviene già da tempo per i produttori  di vino, salumi e formaggi: Stamoil nasce proprio dal bisogno di colmare questa mancanza e propone l’uso di un integratore costituito da funghi e batteri buoni per contrastare problematiche derivate da fermentazioni indesiderate che vanno ad alterare la qualità del prodotto.

«Stamoil – afferma il presidente di Coldiretti Imperia Gianluca Boeri – non solo perché costituisce un’importante innovazione nata dall’incontro tra tecnologia e natura, ma anche perché vuole essere un punto di partenza per il rilancio di un settore che purtroppo, negli ultimi anni, sta subendo ingenti cali di produzione a causa del cambiamento climatico e dell’abbandono sempre più consistente del territorio. Coldiretti si sta impegnando per scrivere una nuova pagina di olivicoltura all’avanguardia, unica e distintiva, ma per fare questo c’è bisogno di ricerca e sperimentazione: abbiamo fatto quindi una proposta all’assessorato all’Agricoltura, quella di creare un’agenzia unica per la ricerca e la sperimentazione applicate, riunendo tutti i centri che già operano in Liguria, affinché sperimentino su quelli che sono i settori primari per noi, tra cui l’olivicoltura. Stiamo andando verso il Green Deal ma se non abbiamo a disposizione strumenti come fitofarmaci di origine microbica o sperimentazioni che partono dai batteri “buoni”, non lo raggiungeremo mai».

«Abbiamo bisogno di nuove infrastrutture, di nuove reti irrigue, di digitalizzazione – precisa il direttore provinciale Domenico Pautasso – sono tutte richieste che abbiamo già avanzato. Abbiamo bisogno di strumenti di formazione e informazione ma soprattutto di una consulenza tecnica agronomica innovativa per le nostre imprese che si confrontano su un mercato per cui c’è bisogno di un prodotto che non sia più solo buono ma anche distintivo. Arriviamo da una situazione, nell’ultimo anno e mezzo con decine di migliaia d’imprese che hanno chiuso e centinaia di migliaia di posti di lavoro persi: ci auguriamo che il Pnrr in qualche modo riesca a rimediare quanto successo e noi, come Coldiretti, vogliamo essere parte attiva della ripartenza, mettendo a disposizione tutte le nostre proposte, proposte innovative che devono portare a un futuro concreto per tutti».

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