Seconda giornata consecutiva di sciopero per i lavoratori delle Riparazioni navali genovesi contro la riforma delle pensioni, approvata ieri dal consiglio dei ministri all’interno della manovra fiscale.

Dalle otto a mezzogiorno quattro ore di astensione indette dalle rsu e da Fim, Fiom e Uilm, attesa che la segreteria nazionale della Fiom decida le ulteriori modalità delle otto ore di sciopero volute dall’assemblea generale dei metalmeccanici della Cgil.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, al termine dell’incontro con lavoratori e sigle sindacali avvenuto sotto la sede di Regione Liguria, afferma: «Il tema del lavoro deve tornare a essere centrale. Purtroppo, negli ultimi anni è stato sempre più messo da parte a fronte di politiche di sovvenzione che poco ci appartengono. Credo sia indispensabile riaprire un dialogo a livello nazionale su come si può reinterpretare il lavoro negli anni a venire, riportandolo al centro di ogni azione, così come dettato dalla nostra Costituzione. Non è pensabile chiedere a lavoratori, che per una vita hanno svolto attività usuranti ad alto rischio infortunio, di restare in attività fino ai 67 anni se non oltre».

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta a margine di un convegno organizzato dalla Cisl: «Abbiamo un pezzo di Paese arrabbiato perché non lo mandiamo in pensione e un pezzo di Paese che vorrebbe continuare a lavorare, molti dirigenti della pubblica amministrazione, costretti ad andare in pensione. Il sistema va cambiato, va cambiato con merito, va cambiato con equilibrio, va cambiato con una prospettiva lunga. Cominciamo dal primo passo che è questa legge di stabilità, ma serve qualcosa di più ambizioso».

Sul tema delle pensioni Toti concorda con i lavoratori delle Riparazioni navali: «Penso che abbiano ragione, come ha ragione il premier Draghi a voler mettere mano al sistema previdenziale del Paese che non può considerare uguali tutti i lavoratori. Chi lavora all’aperto, chi lavora d’inverno e d’estate al freddo e al caldo su una banchina, arrampicandosi su ponteggi per lavori che sono oggettivamente faticosi, ha diritto a un trattamento che altri lavoratori, comodamente seduti in un ufficio, evidentemente possono avere diversificato».

Sul tema delle pensioni, sempre al convegno della Cisl, è intervenuto il segretario confederale nazionale Luigi Sbarra: «Tante categorie in questi giorni stanno programmando pacchetti di ore di sciopero per sostenere il lavoro, l’occupazione, le produzioni, per dare un segnale forte al governo di soluzione alle tante crisi aziendali. Dobbiamo ragionare unitariamente su come articolare delle mobilitazioni che durino nelle settimane e che possano determinare una pressione sociale sulle commissioni parlamentari, nella prospettiva di cambiare, di migliorare la legge di stabilità».

Sul tema domani si confronterà con i segretari di Cgil e Uil: «A seguito della valutazione che faremo in queste ore sui contenuti della legge di stabilità decideremo unitariamente quali iniziative di lotta mettere in campo, in modo articolato, a sostegno delle nostre proposte». Per il segretario della Cisl il processo di conversione in legge della manovra da parte del Parlamento «deve essere sostenuto con iniziative di mobilitazione nel tentativo di cambiare, di migliorare la legge, rendendola più sostenibile e più rispondente alle priorità che abbiamo presentato da mesi al governo».

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