Nel distretto di Genova la durata media di un procedimento civile nel tribunale ordinario è di 262 giorni, mentre i procedimenti in Corte d’appello toccano addirittura gli 860 giorni. I dati del ministero della Giustizia, elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato, si riferiscono al 2020 e riguardano i processi civili relativi a contenziosi, controversie in materia di lavoro e previdenza, procedimenti speciali e sommari e volontaria giurisdizione.

Nel primo caso i tempi sono – relativamente – più contenuti rispetto sia alla media nazionale (419 giorni), sia a situazioni come il distretto di Messina, dove un procedimento civile può protrarsi addirittura per 990 giorni. Nel caso dell’appello, invece, Genova è vicina alla media nazionale di 890 giorni e si piazza 11esima nella classifica dei distretti che si caratterizzano per le tempistiche più lunghe.

Sommando i due gradi di giudizio, nel distretto di Genova si tocca una durata media di 1.122 giorni per un procedimento civile, a fronte di una media nazionale di 1.300 giorni.

A livello circondariale, la durata di un procedimento civile presso il tribunale supera l’anno solo a Imperia (400 giorni), mentre alla Spezia tocca i 280 giorni, a Genova i 235 e a Savona 165 giorni.

Le tempistiche della giustizia civile, tra i fattori determinanti per la crescita delle imprese, dovrebbero essere ridotte proprio dagli interventi di riforma previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, relativi alla sfera della pubblica amministrazione, giustizia e concorrenza. Rispetto alle criticità della giustizia civile, dal Pnrr è attesa una riduzione del 40% della durata dei processi. Traducendo questa percentuale in valori assoluti, stando ai numeri attuali e tenendo conto di un trend fisiologico in discesa, l’intervento porterebbe nel 2026 a una riduzione di 301 giorni della durata di un procedimento civile in Italia.

«Una minore durata dei processi e la riduzione di quelli pendenti porterebbe risultati positivi sulla produttività delle imprese, ma anche sulla dinamica del credito. Al contrario, allo stato attuale, le situazioni più critiche possono sfociare anche nella chiusura dell’attività e nel fallimento – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Per questo si rende più che necessaria una riforma organica della giustizia civile, senza la quale le norme, per quanto positive, rischiano di non produrre gli effetti sperati».

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