Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva che nella settimana 13-19 ottobre 2021 in Liguria c’è stata una variazione percentuale di nuovi casi in crescita rispetto a quella precedente: +3,3%. Il numero di casi attualmente positivi per 100 mila abitanti resta uno dei più bassi d’Italia.

Per quanto riguarda le vaccinazioni le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età. In generale, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi modesti. La Liguria resta sotto la media nazionale per popolazione vaccinata con ciclo completo: 73,6%

Per quanto riguarda il numero di nuovi vaccinati invece la Liguria è settima, con 5.241, segno che probabilmente l’effetto green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro ha un certo effetto.

Andando a vedere il tasso di copertura vaccinale delle terze dosi sulla platea di over ottanta, operatori sanitari, ospiti delle rsa e persone immunocompromesse, la Liguria arranca con il 6,3%. Gimbe precisa che la platea vaccinabile con la terza dose non risulta tuttora aggiornata negli Open Data sui vaccini anti-COVID-19 rispetto all’estensione della Circolare del Ministero della Salute dell’8 ottobre 2021, rimanendo ferma a quota 7,6 milioni di persone secondo le categorie previste dalla circolare precedente.

Efficacia vaccini. L’efficacia del vaccino sulla diagnosi di SARS-CoV-2 si è ridotta dall’88,5% del periodo 4 aprile-11 luglio al 77,2% del periodo 4 aprile-26 settembre per poi risalire al 77,8% nel periodo 4 aprile-10 ottobre; sul dato ha molto influito la fascia di età 12-39 anni in cui l’efficacia è scesa sino al 67,2% nel periodo 4 aprile-29 agosto, per poi risalire al 75,3% nel periodo 4 aprile-10 ottobre. L’efficacia vaccinale si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (94,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,4%) e in terapia intensiva (94,8%). Tuttavia, a partire da metà agosto, pur rimanendo superiore al 90%, il trend è in lieve riduzione per ospedalizzazioni (-2,5%), ricoveri in terapia intensiva (-2,2%) e decessi (-2,9%).

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce nettamente l’incidenza di diagnosi (del 77,6%-84,8%) e soprattutto di malattia grave (dell’87,1-95,5% per ricoveri ordinari; del 89,4-98,9% per le terapie intensive) e decesso (dell’80,7-96,8%).

«Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi – evidenzia Cartabellotta – e nell’attuale impossibilità sia di definire percentuali “magiche” per conquistare l’immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l’efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione Gimbe invita a perseguire una strategia multifattoriale per tutelare la salute delle persone e garantire l’irreversibilità delle riaperture».

In dettaglio: vaccinare il numero più elevato possibile di over 12 che non presentano specifiche controindicazioni, sia per la protezione individuale da malattia grave o decesso, in particolare per gli over 50, sia per ridurre al minimo la circolazione virale.
Accelerare la somministrazione della terza dose, idealmente con meccanismi di chiamata attiva, con priorità massima per over 80, ospiti e personale delle Rsa e operatori sanitari, procedendo in parallelo con over 60 e over 18 con comorbidità.
Introdurre l’obbligo della terza dose per gli operatori sanitari.
Estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche.
Mantenere l’obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi e aderire alle norme sul distanziamento sociale.

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