Dopo 40 anni cambia radicalmente lo skyline del quartiere di Begato a Rivarolo: sono state completamente abbattute le due dighe, rossa e bianca, che per tanti anni hanno caratterizzato lo scenario del quartiere. 175mila metri cubi abbattuti sotto i colpi delle tre gru impegnate a partire dal 1 agosto 2020. Un’opera mastodontica di recupero di una zona della città la cui edilizia scadente ha prodotto negli anni un progressivo degrado. Una vecchia concezione urbanistica che aveva generato l’isolamento di molte persone, in maggioranza anziani, concentrati in alloggi popolari privi di servizi e infrastrutture.

Cittadini che hanno vissuto una realtà molto complicata e che sono stati progressivamente ricollocati in altre zone della città per una delle operazioni di rigenerazione urbana, tra le più significative in corso in Italia. L’operazione “Restart Begato” ha comportato il trasferimento di 776 persone in alloggi in varie zone della città, dopo aver valutato i loro bisogni e le loro aspettative, dando il via a un concetto pionieristico a livello nazionale di edilizia sociale diffusa.

«L’iniziativa, la cui prima fase è stata conclusa in anticipo sui tempi – spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – è nata non appena ci siamo insediati e faceva parte del nostro programma di governo. Un progetto molto significativo a cui ci siamo dedicati con grande impegno, insieme al Comune di Genova, nella convinzione della necessità di “bonificare” un quartiere e recuperarlo alla piena vivibilità. Oggi possiamo dire che abbiamo concluso la prima fase e che possiamo partire con la seconda che prevede la realizzazione di una nuova edilizia ambientalmente compatibile, grazie al recupero di 47 alloggi preesistenti, collocati in via Checov. Un nuovo modello di green city che prevede la costruzione sulle fondamenta di quanto già esistente, riconvertendo ad area verde una buona parte della zona».

«Oggi è una giornata storica per la città di Genova – dice il sindaco Marco Bucci –. È con grande emozione che assistiamo alle ultimissime demolizioni della Diga di Begato. Un concetto di edilizia che non deve più esistere e che, con oggi, cancelliamo del tutto. Diciamo quindi addio all’idea di “ghetto”, andando a sanare una ferita sociale oltreché estetica e urbanistica. Un taglio netto con il passato che ci permette di ridare dignità non solo al territorio ma anche, e soprattutto, alle persone. Si tratta di un vero e proprio cambio di rotta nell’ambito dell’edilizia sociale, verso un nuovo quartiere con più servizi e una maggiore qualità di vita. Non ci fermiamo qui: vogliamo che in ogni zona di Genova coesistano abitazioni, uffici, servizi e negozi. La data di oggi resterà scritta nei libri di storia dell’urbanistica della nostra città».

La demolizione delle dighe di Begato è durata un anno e ha portato all’abbattimento delle due costruzioni volute dall’architetto Pietro Gambacciani e risalenti al 1980 per complessivi 30.000 metri cubi di detriti e 1000 tonnellate di ferro estratte. Un’operazione portata avanti da Arte Genova su mandato della Regione Liguria, che adesso si occuperà di realizzare 60 nuovi appartamenti di cui 20 di edilizia residenziale sociale e 40 di edilizia residenziale pubblica che avranno una superficie media di 60 mq, distribuiti su tre edifici di 6 piani ognuno.

L’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola precisa: «l’importante intervento di riqualificazione urbana e sociale di Begato sta avanzando in tempi record, siamo in anticipo di due mesi rispetto al cronoprogramma –. Con oggi si conclude la fase di demolizione, in tempi brevi, daremo il via alla fase dì ricostruzione del progetto di rigenerazione urbana del quartiere Diamante. La Regione Liguria ha vinto il bando Pinqua, ottenendo 15 milioni di euro per finanziare gli interventi dì rigenerazione urbana. Il progetto presentato nasce dall’importante opera di ascolto di tutti soggetti coinvolti, a partire dai cittadini, ed è diventato un modello di riferimento a livello europeo. Con “Restart Begato” nasce un nuovo concetto di edilizia residenziale pubblica, che garantisce una migliore integrazione degli abitanti nel tessuto sociale cittadino, un quartiere più vivibile, con spazi dì aggregazione, maggiore attenzione per l’ambiente e più verde pubblico. Grazie a questo intervento saranno realizzati 107 nuovi alloggi inseriti in un nuovo contesto con una migliore qualità di vita e più servizi».

L’operazione “Restart Begato” sarà uno dei progetti di riqualificazione più innovativi a livello nazionale, grazie al quale sarà rigenerata un’intera area degradata per un’ampiezza di 250.000 mq. Un progetto che valorizzerà non solo gli alloggi, costruiti con criteri e materiali ecosostenibili, ma tutta la zona, compresi gli spazi di aggregazione sociale. L’assessore ai Lavori pubblici e alle Politiche della casa del Comune di Genova Pietro Piciocchi sottolinea che «Il progetto avviato in questi anni rappresenta un modello a livello nazionale e una rivoluzione copernicana nella visione dell’edilizia pubblica che, in controtendenza con la vision del passato, diventerà una sintesi di buone pratiche, vivibilità con spazi pubblici a misura di persona, verde e servizi. Insieme a Regione e Arte, abbiamo avviato un percorso di condivisione con i cittadini e Municipio per arrivare a un progetto di rigenerazione urbana che trasformerà radicalmente il quartiere: dal degrado a fiore all’occhiello dell’urbanistica. Nell’ambito di Begato project, come Comune, abbiamo anche progettato, con un investimento di 600mila euro, la realizzazione di una nuova sede per i servizi di quartiere, in particolare socio educativi rivolti alle famiglie trasformando un’ex rimessa abbandonata in una struttura funzionale al quartiere, alle associazioni e accessibile anche ai disabili».

Restart Begato prevede la realizzazione di un grande parco urbano con attività sportive, il recupero dei campi esistenti, attività ricreative, aree gioco e didattiche legate alle attività e al quartiere; il recupero delle antiche creuze e percorsi nel verde per riscoprire luoghi e punti di vista panoramici, come l’antico percorso alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. E poi servizi e spazi aggregativi per circa 500 mq per associazioni e enti; la realizzazione di un centro per la cultura di circa 500 mq, il recupero della Casetta Ambientale con nuovi spazi all’aperto. Fulcro del progetto di rigenerazione urbana la realizzazione della nuova piazza alberata chiamata Piazza del Diamante. Il tutto completato con la realizzazione di tre edifici di edilizia residenziale caratterizzati da tecniche costruttive innovative, con largo utilizzo di materiali riciclabili e con impianti dalle alte prestazioni energetiche alimentati da fonti rinnovabili. Un progetto che prevede un investimento complessivo di circa 37 milioni di euro.

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