Quattrocento pagine riassunte in venti e tradotte in italiano. Tutte le aziende che si occupano di commercio e trasporto internazionale possono avvalersi da oggi della prima guida in italiano sulla sicurezza della merce nell’unità di trasporto intermodale (Uti): il Ctu Code.

La guida è stata presentata ufficialmente nel corso della prima giornata della Genoa Shipping Week in un convegno organizzato da Cisco in collaborazione con il Bic.

«La guida non è un codice organico che crea una norma legislativa, ma è un sistema di autoregolamentazione. Nel mondo dello shipping è necessario» dice Giordano Bruno Guerrini, presidente Bic (Bureau International des Conteneurs), che aggiunge: «Il ruolo storico di Bic nella facilitazione del trasporto non si limita agli aspetti tecnici, ma anche ai processi fondamentali per garantire sicurezza ed efficienza. I container sono il cuore del trasporto marittimo e il motivo della loro straordinaria crescita è proprio la standardizzazione. Per questo la Guida rapida al Ctu Code deve essere pervasiva e deve arrivare a tutti i soggetti della filiera: da chi sceglie l’unità di trasporto intermodale vuota fino ai planner delle navi». Bic, del resto, ha creato i codici alfanumerici per tutti i contenitori, uno dei massimi esempi di autoregolamentazione.

«La guida − sottolinea Guerrini − permette di navigare nel codice Ctu. Abbiamo aggiunto come regalo all’Italia il codice per il controllo della caricazione del contenitore marino. Il Ctu non si applica solo ai contenitori marini, ma a ogni mezzo di trasporto intermodale, per questo in italiano il Ctu è stato trasferito in altro acronimo: Uti, ovvero unità di trasporto intermodale».

Filippo Gallo, presidente di Cisco evidenzia: «Questo è un codice che mancava, siamo certi sarà di grande aiuto alle migliaia di aziende italiane. Elenca le best practice raggiunte nel mondo per lo stivaggio nelle merci».
Una guida fatta in nome della sicurezza: sono diversi i problemi causati dal mancato uso di regole fondamentali per lo stivaggio delle merci trasportate di ogni tipo. «Si tratta di un documento pratico: parte da come aprire il contenitore fino all’ultima rizza tirata per assicurare il carico».

«Il Ctu Code insegna a fare le cose al meglio per evitare incidenti e danni economici. È importante che la guida rapida sia stata tradotta e ci congratuliamo con l’Italia per essere uno dei primi paesi ad averlo fatto» hanno aggiunto Lars Kjaer, vicepresidente Wsc (World Shipping Council) e Peregrine Storrs-Fox, direttore della gestione rischi Tt club. Entrambi concordi che una sua diffusione aiuti a prevenire gli incidenti causati da una errata distribuzione del carico all’interno del container a favore di una maggiore operatività. Ma la guida non si occupa solo della sicurezza. La contaminazione dei container da parte dei parassiti è preoccupante e pochi giorni fa, all’Imo, è stato stimato l’impatto economico: 1.300 miliardi di dollari in 50 anni è il danno subito dai raccolti andati persi per i parassiti trasportati via container.

«Per questo – aggiunge Giampaolo Botta, direttore di Spediporto – abbiamo perciò costituito nel 2016 una società che si occupa di certificazione della pesatura dei contenitori rispondendo alla normativa Solas e tre anni fa una società che si occupa di disinfestazione di contenitori, un tema ormai centrale vista la rilevanza che i parassiti hanno e il loro impatto negativo sulle coltivazioni. Oggi il mondo deve affrontare il problema che si trasformano specie non indigene che creano grave danni, penso alla cimice asiatica e all’Emilia Romagna con il 40% dei prodotti andati persi».

Il documento è disponibile qui.

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