Domani, martedì 19 ottobre, alle 10,30, il movimento contro la trasformazione della centrale Enel della Spezia organizza un presidio davanti alla sede della Regione in piazza de Ferrari a Genova per chiedere certezze sulla chiusura del gruppo a carbone e per chiedere alla Regione di non formalizzare l’intesa con il governo sulla proposta di centrale a turbogas.

«Siamo contrari al progetto proposto da Enel – dichiarano in una nota gli organizzatori, La Rete per la Rinascita dell’Area Enel della Spezia – perché i combustibili fossili sono dannosi per l’ambiente e producono inquinamento dannoso per la salute umana; inoltre, il progetto impiegherà l’area di Vallegrande con un impianto che utilizzerà solo poche decine persone».

La Rete chiede alla Regione di “non formalizzare l’intesa con il governo sulla proposta di centrale a turbogas e chiede al governo di prendere atto delle osservazioni espresse dall’Istituto Superiore di Sanità e del parere negativo del consulente del Comune, Cristaudo, sulle conseguenze sanitarie del progetto, di prendere atto delle direttive europee sulla transizione energetica che privilegiano le fonti rinnovabili, di correggere gli incentivi che rendono conveniente costruire nuove centrali a gas, di aprire un confronto sul futuro dell’area di Vallegrande”.

«Per discutere di tutto abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente della giunta regionale, al presidente del consiglio regionale, ai gruppi consiliari in Regione, ai rappresentanti del governo», fanno sapere gli organizzatori.

La Rete per la rinascita dell’Area Enel è promossa dalle associazioni Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Vas, La Piazza Comune, Comitato acqua bene comune Spezia e supportato da Auser, Federconsumatori, Adi, UISP La Spezia Val di Magra, Anpi Provinciale La Spezia, Partito Democratico, Articolo Uno, le Ali, Lista Sansa, Europa Verde, Linea Condivisa, Movimento 5 Stelle,  Avanti Insieme, Rifondazione Comunista, Italia Viva, Arci, Partito Socialista Italiano.

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