Apertura in calo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in calo dello 0,59% a 26.335 punti. Tra i titoli in maggiore ribasso Mediolanum -4,7%, Unipol -3,64%, Intesa Sanpaolo -3,16%. Guadagnano Banca Generali (+2,4%) e Azimut Holding (+1,4%).

Apertura negativa anche per le principali Borse europee, che risentono dei timori per l’inflazione e dei dati macroeconomici dalla Cina, incluso quello sul pil, inferiori alle attese. Dopo i primi scambi l’indice Dax di Francoforte segna -0,43% a 15.520 punti, a Parigi il Cac 40 cede lo 0,5% a 6.693 punti mentre a Londra il Ftse 100 perde lo 0,2 % a 7.219 punti.

Seduta negativa per le Borse asiatiche. Tokyo ha perso lo 0,15%.

Non si ferma il rialzo del prezzo del petrolio che estende la crescita della scorsa settimana sulla scia della crescente domanda post pandemia e delle tensioni nelle quotazioni di gas e carbone che si estendono anche al greggio. Il Brent del Mare del Nord è a quota a 85,7 dollari con un aumento dello 0,98%, aggiornando i massimi degli ultimi tre anni.
Il Wti del Texas sale a 83,4 dollari.

Nei cambi avvio in calo per l’euro sui mercati contro il dollaro scambia a 1,157 (-0,19%). L’euro yen scambia a 132,2525 (-0,27%).

Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco è a quota 110 punti base, in aumento dell’1,13%. Il rendimento è a +0,91%

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