«Le parole della viceministro Bellanova sono positive, ma ci auguriamo che non restino auspici, I lavori del terzo valico devono ripartire rapidamente in sicurezza». Cgil Liguria, Filt Cisl e Fillea Liguria intervengono dopo che il viceministro ha annunciato che ci sono le condizioni per il riavvio del cantiere, chiedendo al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti l’apertura di un tavolo urgente che veda presente il commissario e tutti i soggetti coinvolti a tutela del lavoro, della sicurezza.

«È impensabile che si strumentalizzino centinaia di lavoratori che non possono lavorare e siano costretti alla cassa integrazione in un progetto finanziato e di rilevanza nazionale perché ritenuto indispensabile per lo sviluppo dei tre porti, visti anche i finanziamenti previsti dal Pnrr e fondo complementare per gli scali di Genova, Savona e La Spezia − spiegano in una nota congiunta Fulvia Veirana, segretario generale Cgil Liguria, Laura Andrei, segretario generale Filt Cgil Liguria e Federico Pezzoli, segretario generale Fillea Liguria − sul Terzo Valico purtroppo si sta consumando un conflitto tra general contractor e impresa affidataria che rischia di scaricare le contraddizioni del sistema sui lavoratori e quindi sul territorio».

L’esistenza del conflitto, relativo peraltro a questioni inerenti alcune lavorazioni nei cantieri tra Liguria e Piemonte, conferma che il tema generale degli appalti pubblici è innanzitutto un tema culturale su cui vi è ancora tanta strada da percorrere.

Secondo il sindacato non è «sicuramente il tanto osannato modello Genova delle deroghe e dei superpoteri, né tanto meno il modello già utilizzato dalla Legge obiettivo a superare il rischio delle liti e contenziosi, quindi delle sospensioni e ritardi delle lavorazioni con conseguenze come la perdita di occupazione e salario».

Secondo Cgil, Filt e Fillea «Il Terzo Valico è un’infrastruttura fondamentale per il rilancio dell’economia ligure, quindi il cronoprogramma non può subire ritardi. Tutte le opere ferroviarie già finanziate devono essere completate senza indugi né ripensamenti perché, visto lo stato delle sue autostrade, questa regione necessita di aumentare rapidamente ed efficacemente la capacità ferroviaria sia in termini di binari di corsa che di parchi manovra a 750 metri, perché la percentuale di merci su ferro da e per i porti sia finalmente competitiva rispetto agli scali del Nord Europa».

La realizzazione delle dighe di Genova e Savona prevede un consistente aumento dei volumi di merci movimentate, non ci si può fare trovare impreparati.

«È sicuramente positivo l’intervento tempestivo del governo per cercare di dirimere questa criticità e quindi evitare che i cantieri si fermino e che il rinnovo infrastrutturale della Liguria veda ancora una volta un ritardo non più sostenibile. L’ennesima opera incompleta sarebbe intollerabile soprattutto alla vigilia dei tavoli dedicati al Pnrr per la condivisione delle opere strategiche in Liguria».

 

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