La Regione Liguria, con delibera di giunta, annulla la gara per la privatizzazione degli ospedali di Cairo Montenotte e di Albenga, in provincia di Savona. Lo ha annunciato oggi il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in occasione della conferenza stampa per il primo anno di secondo mandato della sua amministrazione.

«Oltre al fatto che il lungo contenzioso tra le due realtà che hanno partecipato alla gara non dà alcuna certezza sui tempi di attribuzione definitiva – spiega Toti – Il tema è soprattutto che questi ospedali rientrano nei nuovi piani dettati dalla pandemia e dalle scelte di politica nazionale. Da un lato, il Pnrr ci offre l’occasione di fornire alla val Bormida un presidio sanitario pubblico che quella valle chiede e necessita da molto tempo. L’ospedale di Cairo è destinato a essere, e lo sarà alla fine del percorso che stiamo facendo in sede tecnica, un ospedale di comunità così come previsto dal Pnrr, congiuntamente a una casa della salute con adeguata piastra ambulatoriale annessa».

Per quello che riguarda l’ospedale di Albenga, Toti ha spiegato che «sarà destinato fin da subito a essere un hub di smaltimento delle liste di attesa, con un aumento della potenzialità ospedaliera di elezione. Ovviamente sarà a carico della Asl 2, ma è possibile che nei mesi a venire si aprano anche nuove finestre di sperimentazione gestionale con i privati. Quindi non una gestione interamente privata, ma con l’affidamento di singole prestazioni o comparti per smaltire le liste di attesa».

Immediata la replica della Cgil: “Dopo anni che contestiamo le privatizzazioni, viene assunta una delibera che chiude l’ospedale di Cairo Montenotte trasformandolo in un ospedale di comunità – spiegano in una nota congiunta Fulvia Veirana, segretario generale Cgil Liguria e Andrea Pasa, segretario generale Cgil Savona – Mentre quello di Albenga potrà essere un hub per l’abbattimento delle liste di attesa solo fino al prossimo anno sfruttando i fondi Covid, poi quale sarà il suo destino?. Proprio in una fase in cui sarebbe necessario il coinvolgimento di tutti e la massima coesione sociale la Regione conferma la volontà di non ascoltare nessuno. Neanche i cittadini e chi li rappresenta, ignorandoli, a partire dai lavoratori e dalle istituzioni locali. Non staremo a guardare”.

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